Se fossimo alle strette proveremmo con “the drop that makes the glass overflow”, ma siccome siamo persone di cultura, sappiamo che in realtà si dice
“the last straw that broke the camel’s back”.
E, analogamente al nostro uso di “è l’ultima goccia”, qui si abbrevia con “it’s the last straw”.
Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti. (Robert Louis Stevenson)
8.2.07
The cat is on the table (near the pencil)
18.1.07
The cat is on the table (near the pencil)
La parola di oggi si può usare per sfottere una persona che è stata appena battuta ad un gioco, ma ho scoperto che ha anche un'altra accezione, anzi due. E' l'onomatopea per il colpo di pistola, o anche un'esclamazione di soddisfazione tipo "mmm, buono!!". Tutto questo si può dire con un semplice
"booyah"
Secondo me son venuti anche loro a sciacquare i panni in Arno.
29.12.06
Aspettando la Signorina Vitt

Dalla mia nuova bibbia regalatami dalla mia co-blogghista cito:
"Come spiega l'American Heritage Dictionary of the English Language (quarta edizione, 2000), schlock è un termine di derivazione Yiddish che indica la merce «di qualità inferiore; a buon mercato o scedente». Lo schlockmeister è colui «che produce o vende detta mercanzia». Pertanto un film schlock non è la stessa cosa di un film trash: in schlock manca infatti non solo la connotazione di «spazzatura» ma anche quella di «usa e getta, ed è presente invece quella di «da quattro soldi». Una data merce può essere schlock in quanto danneggiata (così nell'etimo originario) ovvero in quanto prodotta in forte economia, ma non è scontato che abbia vita effimera. E in effetti l'appellativo schlockmeister viene abitualmente adoperato per solidi artigiani del cinema degli anni 50 e 60 quali William Castle (il cui Mostro di Sangue è considerato un «divertimento immarcescibile» dal Mereghetti), Herman Cohen (responsabile di film a basso costo sui quali la critica è possibilista) e Roger Corman (che faceva film con quattro soldi, adorati dalla critica); ma può venir riferito anche ad autori di film di serie Z (e dunque trash oltre che schlock) o, all'opposto, a pasticcioni delle major hollywoodiane la cui «inferiorità» è pertanto mentale e non di ricchezza produttiva."
Dice invece il Morandi a proposito di Mostro di Sangue "Un film di spavento dissennato, tra i più assurdi che W. Castle (1914-77) abbia mai girato. Nelle sale americane che lo proiettavano, Castle fece installare poltrone a vibrazioni elettriche."
La mia bibbia in questione è: Dizionario Snob del Cinema di David Kamp e Lawrence Levi, ed Sellerio.
21.12.06
The cat is on the table (near the pencil)
La traduzione più simile che mi viene in mente è il nostro “non fare di tutta l’erba un fascio”. Pare derivi da tempi lontani quando nella stessa vasca si lavava l’intera famiglia; ovviamente il capofamiglia aveva il privilegio dell’acqua pulita, poi a seguire tutti gli altri uomini, poi le donne, ed infine i bambini. Quando si arrivava all’ultimo bambino l’acqua era sporca al punto da poterci perdere qualcuno dentro. Da qui il detto:
“don’t throw the baby out with the bath water”.
Tra l’altro, pare che la paternintà di questa espressione sia tedesca, e risalga al sedicesimo secolo.
Con questo ci rivediamo dopo le vacanze. Auguri.
7.12.06
The cat is on the table (near the pencil)

L’originale recita
“to be high and dry”
e significa essere in salvo, al sicuro. Che l’espressione derivi dal gergo marinaro è indubbio, e se la cercate citata in lettteratura trovate Moby Dick, L’isola del tesoro, Tarzan, Huckleberry Finn ecc. Io in realtà l’ho sentita non ricordo dove, utilizzata al contrario per intendere “sto proprio messo male”, ma cercando non mi pare che si usi davvero, dev’essere stata una licenza poetica. E il disco c’entra perché si intitola così.