Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti. (Robert Louis Stevenson)
Showing posts with label Viggo Mortensen. Show all posts
Showing posts with label Viggo Mortensen. Show all posts
17.5.19
Green Book
Il libro verde che dà il titolo al film è una guida scritta per gli afroamericani in viaggio negli Stati Uniti quando per loro era poco sicuro, o meno sicuro, viaggiare in certi Stati americani, soprattutto quelli del sud, tipo l'Alabama che forse non è poi cambiato molto. La guida, il cui nome ufficiale era The negro motorist green book, fu pubblicata annualmente dal 1936 al 1966 e offriva al viaggiatore di colore, in un'epoca in cui erano ancora applicate leggi di segregazione, un elenco di luoghi dove sarebbe stato almeno accettato e dove non avrebbe troppo rischiato di essere malmenato. Green è il cognome dell'uomo che la ideò e pubblicò.
Green Book il film racconta del rapporto tra un buttafuori italo americano e un pianista afro americano quando il secondo assume il primo come autista e guardia del corpo per una turné negli stati del sud degli USA. I due interpreti sono ineccepibili, Viggo Mortensen e Mahershala Ali, soprattutto il primo, ma io ho un gran debole per Mortensen dai tempi di Aragorn. Il film ha un bel ritmo e battute che funzionano probabilmente anche per merito dei due interpreti; ma oltre questo, Green Book a me è parso un cliché dietro l'altro.
Il cliché più evidente è quello del rapporto filo conduttore del film dove l'uomo di colore che alla fine verrà accettato, apprezzato e perfino amato è un bell'uomo, elegante, ricco, acculturato, buono. Il bianco ha la pancia ed è un gran buzzurro, oltre a essere razzista.
Cliché è anche la rappresentazione dell'italo americano che sembra uscito da un telefilm di mafia. Mangia in continuazione, è rozzo all'esterno ma amorevole e caro con la moglie, italo americana anche lei ovviamente. La loro casa è sempre piena di parenti, che ovviamente mangiano. Per dirla tutta fa anche un po' strano che l'italo americano venga rappresentato da uno con i tratti somatici tipicamente danesi.
La sceneggiatura è stata scritta insieme ad altri dal figlio di Tony Vallelonga (il bianco buzzurro) e pare che la famiglia di Don Shirley (il nero acculturato) non abbia per niente apprezzato il film e soprattutto come viene rappresentato il loro caro.
Sorvolando su questi elementi di superficialità abbastanza gravi visti i tempi che viviamo, Green Book è piacevole e divertente. Ma non è uno dei più bei film che abbia mai visto, come ho sentito dire da una giovanissima che usciva dal cinema.
Green Book è un film del 2018 diretto da Peter Farelly, con Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini. Ha vinto tra gli altri l'Oscar per miglior film (e questo fatto spesso è sintomo di cliché).
Subscribe to:
Posts (Atom)
