20120728

Il petalo bianco e il cremisi

E' un libro di quasi 1000 pagine di un certo Michel Faber.
1000 pagine che raccontano l'ascesa sociale di una prostituta nella Londra di fine '800.
1000 pagine che mi sono letta tutte - avrò saltato forse un paio di paragrafi, verso la fine, quando ormai avevo deciso che non mi piaceva.
Non mi sono piaciuti i personaggi, li ho trovati tutti un po' stereotipati: una prostituta bella ma con un difetto fisico, naturalmente però molto colta e intelligente; il suo amante, prima scapestrato ma che poi decide di prendere le redini della ditta di profumi del padre, con moglie bellissima ma totalmente pazza, fratello che pensa di farsi prete con amica vedova un po' suora anche lei ma sotto sotto chi sa, bambina dolce totalmente abbandonata a se stessa.
1000 pagine in cui sì succede molto, ma tutto previsto, tranne un paio di cose totalmente inspegabili, compreso il finale, e alcune cose accennate e poi non spiegate.
1000 pagine, di cui anche il titolo non credo abbia un senso.
1000 pagine di cui il retro di copertina dice incredibile ricostruzione della londra di fine '800. Mah,anche quella non mi è sembrata niente di eccezionale.
1000 pagine che però, lo ridico, mi sono letta tutte. Ma perché?
Evidentemente era scritto bene; in modo accattivante.
Oppure è stato il mio desiderio di telenovela, o feuilleton, o di qualcosa di poco impegnativo.
Un po' come i polpettoni al cinema, magari non vai proprio al cinema a vederli, li guardi in TV. Ci piangi ma dirai che era un insignificante polpettone.
Ma 1000 pagine! Con tutti quei libri che invece avrei potuto leggere.

5 comments:

tsaramaso said...

l'ho letto circa 10 anni fa.
E l'immagine che mi restò fu quella di un lungo respiro.
Ricordo che in spiaggia mi prendevano in giro con quel mattone, ma non riuscivo a staccarmene.
Le mani di lei...la londra nascosta...
il petalo c'era.

sburk said...

io il mattone me lo sono portato sulle spiagge siciliane e della capraia; l'ho usato anche come poggia testa. E anch'io non riuscivo a staccarmene, infatti in un mese l'ho letto.

Il petalo cade da uno dei diari della moglie... ma non l'ho capito. Non ho capito un sacco cose di quel libro.

Ilgeko said...
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Ilgeko said...

Anche io lo lessi. Anni fa. E mi piacque. Proprio per come era fatto, che di "aspettative" io non me ne faccio mai, e quindi è difficile deludermi. E sì, concordo, è scritto (o tradotto?) bene, e scivola, anche se è una lunga scivolata.

Ilgeko said...

Ieri ho comprato: Acqua buia di
Joe R. Lansdale, che è il mio scrittore preferito, e come al solito l'ho finito in un giorno.(Meno in reltà!)

Prima ho finito Vanagloria di "Hans Tuzzi": il libro più borioso, pomposo, odioso e inutile che abbia letto in vita mia. Se ne cercate le recensioni è quasi osannato. Spocchioso, fa sfoggio inutile di onniscenza trasversale, non traduce citazioni in dialetto, in latino, nelle altre lingue di cui fa bella mostra. E infarcito di riferimenti, citazioni, allusioni, a qualsiasi conoscenza "culturale" di cui si possa far sfoggio, per mostrare quanto "si sa". L'ho odiato con tutte le mie forze. Oltretutto la storia era noisa, i personaggi banali e stereotipati, l'ambientazione inutile e prolissa, lo sviluppo noioso e prevedibile. Ed era 455 pagine. Eppure l'ho finito. Per poterlo odiare fino in fondo e poterne parlar male fino alla fine dei secoli.