20070530

Su e giù per le cinque terre


Ci avevavo terrorizzato. Abbiamo rischiato di rimanere chiusi in casa, tapparelle abbassate. Meglio se sotto le coperte in perfetto silenzio.
Ma per fortuna le previsioni spesso sbagliano e ci siamo comunque trovati a La Spezia, destinazione CinqueTerre, di buona mattina a mezzogiorno. La scelta dei vestiti mi ha fatto quasi perdere il treno: avrò caldo con i jeans, mi metto un vestito, e se poi diluvia, mi ci metto sotto i jeans così se fa caldo me li levo e rimango col vestito, troppo freak, jeans e maglietta, con i jeans non si sbaglia mai; e le scarpe, sandali o scarpe da ginnastica, sandali, i calzini non li sopporto più, e poi non trovavo lo zaino e il treno l'ho davvero preso al volo e poi avevo dormito poco perché Figaro e Ciliegia vanno anche troppo d'accordo e la mattina alle sei si divertono a svegliarmi. Che bestie.
Le CinqueTerre. Non ci ero mai stata. Sono proprio belle come dicono. Molto molto turistiche, ma forse per il terrorismo meteo di italiani ce ne erano veramente pochi e poi tanti stranieri.
Abbiamo saltato la famosa via dell'amore, probabilmente c'era da fare a gomitate e poi la strada per Riomaggiore era chiusa.
I sentieri che mi sono piaciuti di più sono stati quello da Corniglia a Vernazza e quello da Vernazza a Monterosso. C'è meno gente e sono più selvaggi.
Impressioni:
Esiste davvero lo sciacchetrà? E' un mistero. Scendendo verso Monterosso un omino con una gigantesca bandiera del Milan alle spalle che vendeva limonate spremute lì per lì e limoncelli diceva che ormai lo sciacchetrà venduto lì era tutto finto (tranne il suo, ovviamente). Era molto polemico e con quella bandiera alle spalle mi faceva venire in mente il berlusca; non mi è stato simpatico ma la limonata era buona.
Nei sentieri meno frequentati ci sono dei ristori per gatti. Sono degli spiazzi pieni di ciotole per il cibo con accanto dei bidoni sui quali con dei cartelli si chiede ai passanti di dare qualcosa da mangiare dai bidoni ai gatti e di fargli qualche coccola. Intorno a queste postazioni ci sono gatti di tutti i tipi spaparanzati e molto socievoli.
Per andare se e giù per le CinqueTerre si paga un biglietto di 5 euro, che diventano 8 se dicidi di andare su e giù per le cinque terre anche col treno, che può tornare utile. Io sono riuscita a perderlo, il biglietto, ma per fortuna nei vari checkpoint mi hanno creduto e non me lo hanno fatto rifare. Ho rifatto solo il biglietto del treno.
Io non sono mai caduta, anche se scendendo forse verso Vernazza, sono quasi inciampata, ma nessuno se n'è accorto.
Pur andando col nostro ritmo, e fermandoci per mangiare qua e birrine là, su tutti e tre i sentieri percorsi prima o poi superavamo e venivamo superati da un gruppo di americani credo, un ragazzo con i capelli lunghi neri legati sopra la testa tipo giapponese e due ragazze in minigonne. Non abbiamo fatto amicizia, né ci siamo salutati.
Pur essendo un posto veramente turistico, i ristoranti a un certo punto chiudono, ma un po' di focaccia qualcuno che te la vende la trovi.
Per fare il biglietto e prendere il treno a Monterosso per tornare indietro devi salire quattro rampe di scale, e davvero, non ne puoi più.
Dall'alto dei sentieri ci sono delle discese al mare, e mi sarebbe veramente piaciuto farmi un tuffo, l'acqua sembrava veramente belle, e anche se il tempo era un po' così e così, in certi momenti ha fatto veramente caldo. Ma non c'è stato il tempo, e l'idea di rifarsi l'arrampicata per salire dopo il bagno ristoratore faceva un po' paura. La prossima volta, un sentiero solo con mare incluso.
Infine, è vero, sono proprio un bel vedere.

2 comments:

vitt said...

è vero, i ristori per i gatti sono bellini un casino. invece lo sciachetrà a parer mio non merita tutta questa attenzione, troppo dolce

bart said...

concordo

inoltre se a metà strada tra corniglia e vernazza scendevi fino al mare arrivavi alla "spiaggia" del guvano, l'unica veramente godibile e frequentata anni addietro da nudisti e freaks vari (cosa succeda ora non so)