20070529

La citta proibita

In realtà ero convinta di andare a vedere La vie en rose e sentire le canzoni di Edith Piaf, ma il film era cambiato.
La città proibita.
Sono un po' ignorante sul cinema cinese, forse perché non riesco mai a ricordare i nomi. Invece ho scoperto che:
La città proibita è del grande Zhang Yimou, quello di Lanterne Rosse (Leone d'argeno 1991) e La foresta dei pugnali volanti, visti, ma anche di Sorgo Rosso (Orso d'oro 1987), Hero, Vivere! (premio speciale della giuria al festival di Cannes del 1994), La storia di Qiu Ju (Leone d'oro 1992), La strada verso casa (Orso d'argento, Premio del pubblico al Sundance 2000), Non uno di meno (Leone d'oro 1997), Keep Cool, etc che non so bene come mi sono persa. Insomma il nostro Zhang Yimou è uno che ci sa fare. Alla grande. Il cinema infatti era pieno. Quest'anno sarà anche il presidente del Festival del Cinema di Venezia.
Zhang Yimou ha cominciato come direttore della fotografia. E si vede.
Oltre a farci vari film, è stato insieme a Gong Li.
Quentin Tarantino è un suo grande fan, ed è anche grazie a lui che sono riusciti a distribuire Hero anche negli USA. Aveva avuto dei problemi di censura in Cina.
I wuxiapan sono i film cinesi di cappa e spada (come questo, Hero, e La foresta etc, che infatti vengono considerati una trilogia).
Diciamo che rispetto ad altri suoi film, La città proibita è piaciuto un po' meno in generale; per certi suoi film, soprattutto quelli non wuxia, c'è un'adorazione quasi imbarazzante. Le critiche più cattive, dicono che sia una prova generale per lo spettacolo d'apertura dei prossimi giochi olimpici (di cui lui è il regista? l'ho letto da qualche parte, credo). In effetti le immagini sono impressionanti, e il film vale anche solo per quello. Il cinema è anche meraviglia, no? Mica solo telecamere a mano danesi. Gli attori sono tutti belli, soprattutto le donne (che poi sono tutte vestite in questi abiti che schiacciano i seni che mi faceva un po' impressione). Gli attori sono anche bravi, Gong Li che fa l'imperatrice e Chow Yun-Fat che fa l'imperatore mi sono proprio piaciuti (da qualche parte ho letto qualcuno che paragonava Gong Li in senso negativo alla Bellucci, ma siamo pazzi). E poi è il non plus ultra dello sfarzo dato che parliamo di una dinastia cinese e che tutto si svolge nel loro palazzo reale, vestito tutti d'oro, acconciature complicate, fiori, colori, tappeti, tende, porte, bagni, massaggi, ricami, spezie, rituali... descrivelo è impossibile.
E la storia passa effettivamente in secondo piano.
Era qualche mese che non riuscivo ad andare al cinema, è stato un buon inizio.

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