Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti. (Robert Louis Stevenson)
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17.3.17
Arrival
Bè, a Anthony Lane è piaciuto a bestia e qui potrei anche fermarmi.
Un paio di citazioni dal suo articolo:
"La Dottoressa Luoise Banks (Amy Adams) viene convocata per la causa. Vi farà piacere sapere che di mestiere fa la linguista. Aggiungetela al botanico interpretato da Matt Damon in Sopravvissuto - The Martian e si ha la sensazione che il nuovo trend di Hollywood sia quello di sostituire un po' alla volta gli agenti speciali con persone che fanno dei veri lavori."
"Per quel che riguarda gli alieni, vi sia sufficiente sapere che niente di quello che avete mangiato, neanche in un ristorante greco, vi avrebbe potuto preparare per tentacoli come questi. Stringersi la mano non è raccomandabile a meno che non abbiate un pomeriggio libero."
Arrival non mi interessava particolarmente, perché non particolarmente mi attraggono i film sugli alieni e non particolarmente ho amato gli altri film del regista canadese Denis Villeneuve. Ma poi ha cominciato a girare voce nel mondo dei traduttori che questo era IL nostro film. E allora di corsa a vederlo.
C'è una fotografia molto bella e c'è un modo di muovere la telecamera dall'alto al basso o dal basso verso l'alto lentamente che mi è piaciuto molto.
Le astronavi degli alieni che arrivano sulla Terra in vari punti e rimangono sospese a poca distanza dalla sua superficie per una buona parte del film, nonostante il colore diverso, mi hanno ricordato l'uovo sull'Emilia. Poi non più, e sono molto belle.
La colonna sonora è perfetta.
Il film è triste di base ma mi ha lasciato con una sensazione di ottimismo perché un po' di speranza c'è, se impariamo ad ascoltarci e ci sforziamo di capirci.
Chi conosce le lingue è un supereroe. Un supereroe di quelli che vanno di moda adesso, un po' maledetto, un po' triste.
Vi lascio con un altro pezzetto di Anthony Lane,
"È vero la seconda parte è più debole rispetto all'inizio, ma quello è un rischio insito nella fantascienza, e quello che rimane dopo giorni dall'aver visto il film non è né la magia né la tensione della storia ma l'intensità leggera delle emozioni che aleggia in tutto il film. La sensazione dominante, è strano a dirsi, è la tristezza, (...). La prima immagine che il film ci propone, ancora prima che si vedano gli alieni, è un flash back - o semplicemente un flash - della figlia che Louise porta, fa nascere, fa crescere, ama, e che poi perde per una malattia. Il dolore rifiuta di andarsene. E forse il desiderio di Luoise di accogliere i nuovi visitatori come se fossero portatori di qualche annunciazione si spiega con questo dolore persistente e la speranza che una nuova luce la porti via dai suoi giorni oscuri. Cosa succede con quella speranza e come Villeneuve gioca col tempo per ottenere il massimo fervore dall'esperienza di Luoise, non lo rivelerò, anche perché non mi è ancora completamente chiaro."
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22.2.17
Sulle poltrone e le sedie ci passo delle ore
In tutti i sensi; fisicamente. e mentalmente per cercare di tradurle.
Gli inglesi sembrano avere un nome per ogni cosa; gli italiani mi pare meno... o io non le trovo le parole.
Wing chair. Bella anche. Poltrona con le ali? Non credo
Pare che il design con le 'ali' laterali e avvolgenti sia nato per ripararsi dagli spifferi. Perché poi cercando di tradurre termini difficili da tradurre impari tutto su quel determinato oggetto o concetto.
Le fa anche Ikea, si chiamano STRANDMON, e in inglese vengono descritte come 'wing chair', in italiani sono semplici banali poltrone. Ah! Italiano mi deludi.
Gli inglesi sembrano avere un nome per ogni cosa; gli italiani mi pare meno... o io non le trovo le parole.
Wing chair. Bella anche. Poltrona con le ali? Non credo
Pare che il design con le 'ali' laterali e avvolgenti sia nato per ripararsi dagli spifferi. Perché poi cercando di tradurre termini difficili da tradurre impari tutto su quel determinato oggetto o concetto.
Le fa anche Ikea, si chiamano STRANDMON, e in inglese vengono descritte come 'wing chair', in italiani sono semplici banali poltrone. Ah! Italiano mi deludi.
10.2.17
Sea holly
In italiano: calcatreppola marina oppure eringio marino.
Bellissima, secondo me, vista e rivista ma mai saputo come si chiamasse.
Shakespeare la cita anche in "Le allegre comari di Windsor". Perché pare che in età elisabettiana le radici di questa pianta una volta candite (eringoes) fossero considerate potenti afrodisiaci.
che nevichi radice di calcatreppola candita...
In inglese come al solito suona molto meglio, soprattutto quando a scegliere le parole è Shakespeare:
Certo le patate... bah, ma gli inglesi le mettono un po' ovunque.
Bellissima, secondo me, vista e rivista ma mai saputo come si chiamasse.
Shakespeare la cita anche in "Le allegre comari di Windsor". Perché pare che in età elisabettiana le radici di questa pianta una volta candite (eringoes) fossero considerate potenti afrodisiaci.
che nevichi radice di calcatreppola candita...
In inglese come al solito suona molto meglio, soprattutto quando a scegliere le parole è Shakespeare:
Let the sky rain potatoes;
let it thunder to the tune of Green-sleeves,
hail kissing-confits and snow eringoes,
let there come a tempest of provocation...
(William Shakespeare, The Merry Wives of Windsor, Act 5, Scene V)
Certo le patate... bah, ma gli inglesi le mettono un po' ovunque.
8.2.17
27.1.17
Cosa ci vorrà mai a tradurre delle parole in un'altra lingua?
Traducimi 'patty pan'.
Sul dizionario bilingue italiano non c'è.
Vediamo il monolingue. Dice: 'a small pan for baking patties'.
Controllo il significato di patty: per gli americani è un medaglione di carne tritata, per gli inglesi una specie di polpetta o pasticcio di carne o di pesce o di un misterioso altro.
Potrei tradurre con: piccola padella per cuocere hamburger.
Subentra lo scrupolo del traduttore (coscienzioso): ma fammi un po' andare a vedere come sono fatti questi patty pans, magari non sono proprio padelle.
Google images:
Insomma un tipo di zucchina. Ah perfetto.
Affino la mia ricerca, e come da suggerimento del mio amico google aggiungo 'tin'. E infatti pare che i patty pans non siano proprio delle padelle, ma delle formine o delle teglie da muffins... e ora come 'pattypan' lo traduco?
Continuo la mia ricerca e trovo questa interessantissima pagina di un interessantissimo blog di storia del cibo, dove si parla di Queen Cakes e patty pans. Il problema è che i Queen Cakes sono dolci.
Va be'... ma non mi interessa cosa ci si cucina dentro.
Ma torno comunque a capire meglio il significato di patty. Il solitamente perfetto Zanichelli questa volta non mi convince e controllo il monolingue. E infatti patty può essere tante cose:
1. any item of food covered with dough, batter, etc., and fried or baked: oyster patties.
2. a thin, round piece of ground or minced food, as of meat or the like: a hamburger patty.
3. a thin, round piece, as of candy: peppermint patties.
4. a little pie; pasty.
Lo so, ma non mi interessa cosa ci si cucina dentro.
Mini stampo!
E se volessi spiegarlo meglio?
Quando dire basta al coscienzioso traduttore?
PS: la parola seguente è 'pattypan squash', cioè le zucchine nella prima figura, in inglese chiamate, giustamente, anche 'ufo squash'. Pare che in italiano si chiamino 'zucchina patisson' anche se ancora non mi è chiaro se 'patisson' voglia la maiuscola dato che l'ho trovato scritto in entrambe i modi...
Sul dizionario bilingue italiano non c'è.
Vediamo il monolingue. Dice: 'a small pan for baking patties'.
Controllo il significato di patty: per gli americani è un medaglione di carne tritata, per gli inglesi una specie di polpetta o pasticcio di carne o di pesce o di un misterioso altro.
Potrei tradurre con: piccola padella per cuocere hamburger.
Subentra lo scrupolo del traduttore (coscienzioso): ma fammi un po' andare a vedere come sono fatti questi patty pans, magari non sono proprio padelle.
Google images:
Insomma un tipo di zucchina. Ah perfetto.
Affino la mia ricerca, e come da suggerimento del mio amico google aggiungo 'tin'. E infatti pare che i patty pans non siano proprio delle padelle, ma delle formine o delle teglie da muffins... e ora come 'pattypan' lo traduco?
Continuo la mia ricerca e trovo questa interessantissima pagina di un interessantissimo blog di storia del cibo, dove si parla di Queen Cakes e patty pans. Il problema è che i Queen Cakes sono dolci.
Va be'... ma non mi interessa cosa ci si cucina dentro.
Ma torno comunque a capire meglio il significato di patty. Il solitamente perfetto Zanichelli questa volta non mi convince e controllo il monolingue. E infatti patty può essere tante cose:
1. any item of food covered with dough, batter, etc., and fried or baked: oyster patties.
2. a thin, round piece of ground or minced food, as of meat or the like: a hamburger patty.
3. a thin, round piece, as of candy: peppermint patties.
4. a little pie; pasty.
Lo so, ma non mi interessa cosa ci si cucina dentro.
Mini stampo!
E se volessi spiegarlo meglio?
Quando dire basta al coscienzioso traduttore?
PS: la parola seguente è 'pattypan squash', cioè le zucchine nella prima figura, in inglese chiamate, giustamente, anche 'ufo squash'. Pare che in italiano si chiamino 'zucchina patisson' anche se ancora non mi è chiaro se 'patisson' voglia la maiuscola dato che l'ho trovato scritto in entrambe i modi...
25.1.17
Facile dire sedia
Sempre per i dilemmi della traduttrice, mi capitano spesso anche i nomi di sedie. E non è facile. Ikea poi le copia tutte e gli dà i suoi assurdi nomi svedesi.
Bow back chair, che in italiano diventa Sedia Windsor:
Morris chair, che forse in italiano è poltrona William Morris (si trova anche sedia, ma opterei per poltrona). Bella anche:
Bella sì, non l'ha disegnata uno a caso.
Il William Morris di questa poltrona oltre a essere designer, era anche poeta, scrittore, pittore, editore e architetto. Fondò il movimento Arts and Crafts ed era vicino ai Pre-Raffaelliti. Era anche socialista.
Per sintetizzare, diciamo che era un personaggione della cultura inglese della seconda metà dell'800.
È particolarmente conosciuto per la sua carta da parati e disegni di stoffe:
La belle Iseult (1858)
Bow back chair, che in italiano diventa Sedia Windsor:
Morris chair, che forse in italiano è poltrona William Morris (si trova anche sedia, ma opterei per poltrona). Bella anche:
Bella sì, non l'ha disegnata uno a caso.
Il William Morris di questa poltrona oltre a essere designer, era anche poeta, scrittore, pittore, editore e architetto. Fondò il movimento Arts and Crafts ed era vicino ai Pre-Raffaelliti. Era anche socialista.
Per sintetizzare, diciamo che era un personaggione della cultura inglese della seconda metà dell'800.
È particolarmente conosciuto per la sua carta da parati e disegni di stoffe:
La belle Iseult (1858)
17.1.17
15.1.17
Che Trump vincesse era scritto nel suo nome
Anche questo l'ho scoperto traducendo, nella disperata ricerca della traduzione di un termine appartenente al gioco del bridge, grand coup. Non l'ho trovata una traduzione in italiano, e l'ho lasciata così, che poi è in francese.
Dal dizionario Zanichelli (che è fra l'altro un eccellente dizionario, online a pagamento ma ne vale la pena), in particolare la definizione B.2:
to trump
A v. i.
giocare una briscola
B v. t.1 prendere con una briscola: to trump an ace, prendere un asso con una briscola2 (fig.) superare; battere; vincere; avere la meglio su
● (fam.) to trump sb.'s ace, rispondere a q. con una contromossa vincente; contrare la mossa di q.
Dal dizionario Zanichelli (che è fra l'altro un eccellente dizionario, online a pagamento ma ne vale la pena), in particolare la definizione B.2:
to trump
A v. i.
giocare una briscola
B v. t.1 prendere con una briscola: to trump an ace, prendere un asso con una briscola2 (fig.) superare; battere; vincere; avere la meglio su
● (fam.) to trump sb.'s ace, rispondere a q. con una contromossa vincente; contrare la mossa di q.
12.1.17
Disambiguazione
La golden goose, l'oca d'oro (la sessantaquattresima fiaba pubblicata dai fratelli Grimm), non va confusa con la gallina dalle uova d'oro, che invece è la protagonista di una favola di Esopo.
Sappiatelo.
Comunque a questo punto non so se avete notato che i termini che mi incuriosiscono riguardano sempre animali, ma ci sono anche glutamic acid, globe valve, geometric mean...
Ah esiste anche il golden hamster, ma non è né una fiaba né una favola, è solo il criceto dorato, chiamato anche criceto siriano.
Sappiatelo.
Comunque a questo punto non so se avete notato che i termini che mi incuriosiscono riguardano sempre animali, ma ci sono anche glutamic acid, globe valve, geometric mean...
Ah esiste anche il golden hamster, ma non è né una fiaba né una favola, è solo il criceto dorato, chiamato anche criceto siriano.
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10.1.17
Perché l'oritteropo invece?
Di lui mi ha incuriosito il nome. Gli inglesi che come al solito la fanno più facile lo chiamano semplicemente giant anteater, cioè formichiere gigante.
Il formichiere è brutto e non mi ha mai appassionato, ma se me lo chiami oritteropo io mi ci affeziono subito. Voi no?
Copio dal sito del National Geographic:
L'oritteropo (Orycteropus afer), unica specie vivente dell'ordine dei tubulidentati, vive nell’Africa subsahariana dov'è anche noto con il nome di aadvark, termine afrikaans che significa "maiale di terra". L'oritteropo sembra avere, inoltre, alcune caratteristiche proprie di altre specie: presenta orecchie simili a quelle del coniglio e una coda simile a quella da canguro, anche se non è imparentato con nessuno di questi animali.
L'oritteropo è un animale notturno, che trascorre i caldi pomeriggi africani al fresco, nelle tane scavate con le zampe e gli artigli possenti che somigliano a piccole vanghe. Dopo il tramonto, l'oritteropo va a caccia del suo cibo preferito, le termiti; per procurarsele può percorrere parecchi chilometri in una sola notte in cerca di grandi termitai. L'oritteropo scava attraverso la crosta del termitaio con gli artigli anteriori e usa la lingua lunga e appiccicosa, simile a quella dei vermi, per ingurgitare gli insetti che trova all'interno. Può chiudere le narici per impedire alla polvere e agli insetti di penetrarvi, mentre lo spessore della pelle lo protegge dalle punture. Le femmine generalmente danno alla luce un piccolo alla volta dopo una gravidanza di sette mesi. I piccoli rimangono con le madri per circa sei mesi prima di andarsene e costruire le proprie tane, che possono essere abitazioni spaziose con molti ingressi differenti.
Il formichiere è brutto e non mi ha mai appassionato, ma se me lo chiami oritteropo io mi ci affeziono subito. Voi no?
Copio dal sito del National Geographic:
L'oritteropo (Orycteropus afer), unica specie vivente dell'ordine dei tubulidentati, vive nell’Africa subsahariana dov'è anche noto con il nome di aadvark, termine afrikaans che significa "maiale di terra". L'oritteropo sembra avere, inoltre, alcune caratteristiche proprie di altre specie: presenta orecchie simili a quelle del coniglio e una coda simile a quella da canguro, anche se non è imparentato con nessuno di questi animali.
L'oritteropo è un animale notturno, che trascorre i caldi pomeriggi africani al fresco, nelle tane scavate con le zampe e gli artigli possenti che somigliano a piccole vanghe. Dopo il tramonto, l'oritteropo va a caccia del suo cibo preferito, le termiti; per procurarsele può percorrere parecchi chilometri in una sola notte in cerca di grandi termitai. L'oritteropo scava attraverso la crosta del termitaio con gli artigli anteriori e usa la lingua lunga e appiccicosa, simile a quella dei vermi, per ingurgitare gli insetti che trova all'interno. Può chiudere le narici per impedire alla polvere e agli insetti di penetrarvi, mentre lo spessore della pelle lo protegge dalle punture. Le femmine generalmente danno alla luce un piccolo alla volta dopo una gravidanza di sette mesi. I piccoli rimangono con le madri per circa sei mesi prima di andarsene e costruire le proprie tane, che possono essere abitazioni spaziose con molti ingressi differenti.
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12.7.16
Non solo neozelandesi
Leggo e traduco per voi dal Guardian dove potete vedere anche il video di qualità migliore:
Il proprietario di un ristorante da asporto ha raccontato di come "ha levato il potere" a un aspirante ladro semplicemente ignorandolo.
Said Ahmed di Christchurch in Nuova Zelanda aveva deciso di finire di servire il cliente prima di allontanarsi dal bancone mentre un uomo col passamontagna e una pistola lo minacciava.
Il filmato dell'episodio è stato pubblicato dalla polizia sulle reti sociali e mostra come Ahmed, originario dell'Egitto, sembra quasi sorridere durante lo svolgersi degli eventi. "L'uomo voleva spaventarmi e io ho deciso che non lo poteva fare," ha detto Ahmed al Guardian.
"Ho consegnato l'ordinazione al cliente perché volevo che lasciasse il ristorante e non essere in pericolo."
La tentata rapina è avvenuta sabato sera al ristorante da asporto Taste of Egypt a Christchurch.
Ahmed era solo e stava preparando un grosso souvlaki di pollo per un cliente. Non c'erano persone in strada (ndt non ce ne sono mai in Nuova Zelanda) e gli altri ristoranti di kebab avevano chiuso già da un'ora. Ahmed era stanco e voleva tornare a casa.
Nel video che dura 26 secondi si vede un uomo armato e col viso coperto che si avvicina al bancone alle 22.38. Ahmed gli dà un'occhiata sbrigativa e sembra sorridere. Vede la pistola che tiene in mano e decide di ignorarla.
Ahmed, che è emigrato dall'Egitto alla Nuova Zelanda 20 anni fa e che ha una laurea in agronomia, continua tranquillamente a preparare il souvlaki di pollo e evita di guardare l'uomo. L'aspirante ladro si sposta da un piede all'altro e tiene la pistola in modo insicuro, sembra confuso dall'indifferenza di Ahmed.
Dopo aver consegnato il pacchetto al cliente, Ahmed semplicemente lascia il bancone. "Ho girato le spalle al ladro e mi sono diretto in cucina per chiamare la polizia. Mi sono detto che se avesse sparato almeno il mio corpo si sarebbe trovato più lontano e l'impatto con una pallottola sarebbe stato meno pericoloso che se fossi stato più vicino."
Scoraggiato dal rifiuto di Ahmed di aver paura l'uomo armato velocemente lascia il negozio.
"Il ladro era molto confuso dal mio comportamento. Voleva farmi paura ma non ero spaventato, togliendoli quel potere," ha proseguito Ahmed.
Ahmed ha raccontato di aver visto molta violenza prima di emigrare in Nuova Zelanda, e la tranquilla prevedibilità della vita a Christchurch ha influenzato la sua reazione.
"Il mio cuore batteva veloce e avevo paura ma non avevo intenzione di mostrargliela. Ecco perché la mia natura è tranquilla. Abito qui da 20 anni e non ho mai visto violenza. In Egitto la vedevo tutti i giorni ma in Nuova Zelanda sono calmo perché è un paese sicuro."
Da quando c'è stata la tentata rapina Ahmed chiude il ristorante prima il venerdì e il sabato sera.
La figlia di 19 anni, Yasmin, ha raccontato che il video della tentata rapina l'ha spaventata ma che la reazione imperterrita del padre è tipica.
"Ha dimostrato coraggio quando ha lasciato il bancone, ma è stato anche rischioso. Si vede che il ladro era sconcertato dalla mancata reazione davanti alla pistola che teneva in mano. E decide di andarsene."
La polizia di Caterbury prosegue le indagini.
(ndt, comunque anche il cliente mica male!)
Alle minacce del ladro armato il proprietario di un ristorante da asporto reagisce continuando a servire un cliente
Said Ahmed racconta di come ha ignorato l'uomo armato col passamontagna, continuando a preparare il souvlaki di pollo al cliente, per poi alla fine voltarsi e andarsene.Il proprietario di un ristorante da asporto ha raccontato di come "ha levato il potere" a un aspirante ladro semplicemente ignorandolo.
Said Ahmed di Christchurch in Nuova Zelanda aveva deciso di finire di servire il cliente prima di allontanarsi dal bancone mentre un uomo col passamontagna e una pistola lo minacciava.
Il filmato dell'episodio è stato pubblicato dalla polizia sulle reti sociali e mostra come Ahmed, originario dell'Egitto, sembra quasi sorridere durante lo svolgersi degli eventi. "L'uomo voleva spaventarmi e io ho deciso che non lo poteva fare," ha detto Ahmed al Guardian.
"Ho consegnato l'ordinazione al cliente perché volevo che lasciasse il ristorante e non essere in pericolo."
La tentata rapina è avvenuta sabato sera al ristorante da asporto Taste of Egypt a Christchurch.
Ahmed era solo e stava preparando un grosso souvlaki di pollo per un cliente. Non c'erano persone in strada (ndt non ce ne sono mai in Nuova Zelanda) e gli altri ristoranti di kebab avevano chiuso già da un'ora. Ahmed era stanco e voleva tornare a casa.
Nel video che dura 26 secondi si vede un uomo armato e col viso coperto che si avvicina al bancone alle 22.38. Ahmed gli dà un'occhiata sbrigativa e sembra sorridere. Vede la pistola che tiene in mano e decide di ignorarla.
Ahmed, che è emigrato dall'Egitto alla Nuova Zelanda 20 anni fa e che ha una laurea in agronomia, continua tranquillamente a preparare il souvlaki di pollo e evita di guardare l'uomo. L'aspirante ladro si sposta da un piede all'altro e tiene la pistola in modo insicuro, sembra confuso dall'indifferenza di Ahmed.
Dopo aver consegnato il pacchetto al cliente, Ahmed semplicemente lascia il bancone. "Ho girato le spalle al ladro e mi sono diretto in cucina per chiamare la polizia. Mi sono detto che se avesse sparato almeno il mio corpo si sarebbe trovato più lontano e l'impatto con una pallottola sarebbe stato meno pericoloso che se fossi stato più vicino."
Scoraggiato dal rifiuto di Ahmed di aver paura l'uomo armato velocemente lascia il negozio.
"Il ladro era molto confuso dal mio comportamento. Voleva farmi paura ma non ero spaventato, togliendoli quel potere," ha proseguito Ahmed.
Ahmed ha raccontato di aver visto molta violenza prima di emigrare in Nuova Zelanda, e la tranquilla prevedibilità della vita a Christchurch ha influenzato la sua reazione.
"Il mio cuore batteva veloce e avevo paura ma non avevo intenzione di mostrargliela. Ecco perché la mia natura è tranquilla. Abito qui da 20 anni e non ho mai visto violenza. In Egitto la vedevo tutti i giorni ma in Nuova Zelanda sono calmo perché è un paese sicuro."
Da quando c'è stata la tentata rapina Ahmed chiude il ristorante prima il venerdì e il sabato sera.
La figlia di 19 anni, Yasmin, ha raccontato che il video della tentata rapina l'ha spaventata ma che la reazione imperterrita del padre è tipica.
"Ha dimostrato coraggio quando ha lasciato il bancone, ma è stato anche rischioso. Si vede che il ladro era sconcertato dalla mancata reazione davanti alla pistola che teneva in mano. E decide di andarsene."
La polizia di Caterbury prosegue le indagini.
(ndt, comunque anche il cliente mica male!)
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