20150218

E basta con tutto questo bianco e nero!




Un po' di colore.
L'importante è che sia pellicola.

Copio pari pari da Internazionale:

Il Rescued film project è un archivio online di immagini realizzate tra gli anni trenta e novanta. Ogni scatto proviene da rullini non sviluppati, scovati in tutto il mondo e a cui viene data una seconda possibilità. Queste foto sono ricordi che non sono mai finiti in album di famiglia o appesi alle pareti. Il team del Rescued film project crede che debbano essere viste per marcare la loro esistenza nella storia, non quella dei grandi uomini e dei grandi eventi, ma quella raccontata dai miliardi di storie che avvengono in ogni angolo del pianeta e in cui i protagonisti siamo noi. Recentemente hanno sviluppato trentuno rullini appartenenti a un soldato della seconda guerra mondiale, settant’anni fa. Il nome dell’autore è sconosciuto: tutto quello che hanno trovato con la pellicola sono stati una poesia e una lettera. In questo video si parla di quest’ultima impresa e del metodo di lavoro sulla pellicola. Tanti rullini di fabbricazione diversa, vecchi, spesso danneggiati non possono essere sviluppati seguendo gli standard indicati dalla marca. Ognuno di loro merita un trattamento specifico e rigoroso a seconda della vita che hanno vissuto. Provo grande ammirazione per questo progetto perché mi ricordo quanto fosse antipatico per me lo sviluppo quando studiavo fotografia: tirare fuori la pellicola e inserirla nella ghiera del cilindro senza vedere nulla, completamente al buio. Se vi ritrovate a sviluppare molto, l’unica cosa su cui potete fare affidamento è il tatto e se siete bravi, comincerete a vedere con le mani. (Giovanna D’Ascenzi)

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