20130806

Legami d'acqua salata/2

foto di mic - gita Elba-Lacona 2012

Esse questa volta non c'era.
Ci contavo che ci fosse anche questa volta a portarmi sott'acqua visto che questa volta ero sola senza i miei soliti e fidati compagni di immersione.
Mi ci ha portato Cri sott'acqua, il capo di Esse, che non è milanese ma varesotto e che a sopresa sott'acqua anche lui è bravo e ti fa vedere un mucchio di cose e ti ci tiene tanto. Di solito le guide dei diving tendono a farti uscire presto. Cri fa i briefing ma non sempre; se siamo solo tre e ci conosce alla mia domanda già in acqua, e il briefing, lui risponde, il briefing è segui me.
Esse ad agosto lavora in un altro diving perché d'agosto al Divelba (ho deciso che gli faccio pubblicità perché ci sono stata bene) calano i longobardi, gli amici di Cri che vengono a dargli una mano. C'ho passato 2 giorni al Divelba, 48 ore circa, circondata da varesotti e milanesi, unica toscana.
Tra gli eucalipti, l'odore di salsedine e la brezza serale sentire parlare solo milanese, certe volte in dialetto, è stato surreale.
Milanese in realtà è solo A.
E' solo A. che ogni tanto parla in dialetto. Gli dico che non lo capisco ma che mi piace perché mi ricorda Jannacci.
Jannacci mi piace molto, gli dico. Ma lui non commenta, viene quasi il dubbio che non ne abbia mai sentito parlare.
A. faceva il fornaio, ora è in pensione. Dorme poco la notte, si alza e fa i lavoretti al diving.
A. porta la barca del diving, una vecchia e cicciona scialuppa di salvataggio che si muove sull'acqua piano piano. E poi a fine immersione ti prende la zavorra e le pinne.
Ad A. l'anno scorso è morta la moglie. La nomina spesso e gli si inumidiscono gli occhi. L'amico varesotto gli sorride e gli tocca il braccio e prova a distrarlo cambiando discorso. A. mi dice che non era geloso o possessivo, che quando si sono sposati lei aveva già due figli. Lei è morta e lui ha venduto la panetteria di tutta una vita, è andato in pensione ed è venuto a Lacona, per cercare di chiarirsi la mente, mi dice.
A. quando sono finite le immersioni e tutti i clienti se ne sono andati tira con l'arco. Dice se è arrabbiato, tira con l'arco e gli passa tutto. Io vado in bici invece, gli dico. A. è bravo a tirare con l'arco, le frecce finiscono sempre dalle parti del centro.
E poi tutti a prendere l'aperitivo, e anche i gestori del bar sono milanesi, o varesotti, chissà.
Il giorno dopo A. mi riaccompagna a Portoferraio a prendere il traghetto. In macchina mi chiede se mi piacciono le canzoni napoletane. Dico sì. Il cd è della moglie, che si dilettava a cantare, me lo aveva detto il giorno prima.
A. mette il cd. Lo ascoltiamo in rigoroso silenzio.
Ho fatto delle foto ad A. mentre tirava con l'arco. Sono in pellicola, ancora da sviluppare.

2 comments:

m. said...

beh però Varese e Milano raccontate così sono tutta un'altra cosa dal cinismo

sburk said...

Io volevo raccontare soprattutto di A.
Poi il primo giorno pranzando con questi sconosciuti e ascoltando i loro discorsi mi sono ricordata da dove viene (o veniva) la lega.
Poi le persone non sono mai solo in un modo, non sono solo ciniche, o perdigiorno - che sono gli elbani secondo i cinici