20100105

Sorridere sorridere sorridere resistere resistere resistere

Sburk (sorridendo in auto tra sé e sé): Ho fatto mezzora di fila ieri per pagare la tassa di registro. Ho firmato e fatto firmare tutti i contratti. Mi sono ricordata di comprare tutti i bolli prima del 1 gennaio. L'ufficio chiude alle 12.30 e sono le 11.45. Ce la posso fare. Ottimismo.
Sburk entra alle agenzie delle entrate preme il pulsante per avere il numero.
Niente numero.
Non funziona.
Sburk ripreme il pulsante per avere il numero.
Fiduciosa.
Niente numero.
Sburk (sempre fiduciosa e sorridente): Il pulsante non funziona.
Inserviente (simpatica e sottolineo simpatica davvero, cioè non lo so se è simpatica, ma è gentile): C'è troppa gente, abbiamo dovuto chiudere le prenotazioni altrimenti non ce l'avremmo fatta. Torni nel pomeriggio, riapriamo alle 14.45.
Sburk un po' meno sorridente se ne va.

Ore 14.30.
Sburk in fila al freddo davanti alle porte chiuse dell'agenzia delle entrate.
Abbastanza fiduciosa.
Un pochino sorridente.
Attesa di mezzora una volta entrata col numero JA5039.
Tocca a Sburk.
Sburk (facendo finta di essere tranquillissima, serena, in pace col mondo): Buongiorno (sorrisone); dovrei registrare un contratto.
La tizia di là: Mh.
Sburk: Ecco le due copie del contratto, il modulo pincopallo, le quattro marche da bollo.
La tizia di là: Mh.
Sburk sorrisone.
La tizia di là: E il modulo brunzi dov'è?
Sburk sbianca: Accidenti, me lo sono dimenticato.
La tizia di là ci fa un aeroplanino e lo lancia a Sburk che fortunatamente lo prende al volo: Lo riempia.
Sburk che sprofonda dentro il maglione a collo alto: Sì. Mi scusi.
La tizia di là: I bolli?
Sburk orgogliosa: Eccoli.
La tizia di là: Non vanno bene. (Non ci fa l'aeroplanino ma li lancia al di là del tavolo).
Sburk guarda i suoi amati bolli custoditi con cura per sei giorni: Come non vanno bene?
La tizia di là: Si vede benissimo.
Sburk: Cosa? La data c'è, è precedente al contratto.
La tizia di là indicando dei numeri: Qui è tutto sbagliato, non glieli posso accettare.
Sburk: Ma cosa è sbagliato?
La tizia di là: Ma guardi bene almeno.
Sburk perché la pazienza ha un limite: Ma che ne so io, non compro marche da bollo tutti i giorni. Che ne so come devono essere fatti.
La tizia di là che l'avrà sempre vinta ma solo all'agenzia delle entrate che fortunella: Torni dal tabaccaio che gliele ha vendute e se lo faccia spiegare da lui.
Sburk: Ma i nuovi bolli avranno la data sbagliata e dovrò pagare la mora. Non c'è modo di correggere la cosa.
La tizia di là: Lo chieda al tabaccaio che glieli ha venduti. Lui ha sbagliato. Dovrebbero impiccarlo (non lo dice, ok, ma chiaramente lo pensa, e dopo atroci torture).
Sburk vorrebbere mettersi le quattro marche da bollo in bocca, masticarle fino a quando non sono poltiglia e sputarle in faccia alla tizia di là. Ma è saggia e non lo fa, deve riportare le marche da bollo al tabaccaio, e se ne va sperando di non avere più a che fare con la tizia di là.

(NdA: Nel dubbio, è tutto vero tranne l'aeroplanino)

Poi succede che vai in questura e abbracci il questurino perché tutti i moduli erano giusti e scritti bene, e lui ti ha detto buonasera sorridendo.
E' pericoloso.

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