20091104

Resistere



Sta continuando il periodo delle carte che si smagnetizzano senza preavviso. In Libano è toccata alla carta di credito. Non fa piacere rimanere senza carta di credito quando ti trovi all'estero. Per fortuna ogni 10 metri a Beirut c'è uno sportello bancomat, e molti prendevano anche il mio di bancomat. Per fortuna non ho il bancomat e la carta di credito sulla stessa carta.
Quegli zuzzurelloni di Figaro e Ciliegia si sono mangiati gli ultimi dolcetti libanesi che avevo comprato in areoporto prima di partire. Avevo dimenticato la scatola CHIUSA in tavola. Figaro ormai ha i suoi dodici anni e ci sono particolarmente affezionata; ma Ciliegia rischia l'abbandono. Ovviamente non sull'autostrada.
Beirut è piena di gatti (ma sarebbe un po' complicato abbandonarla lì), soprattutto l'AUB, l'American University Beirut. L'AUB è fatto proprio a campus americano, tante vecchie belle palazzine sparse nel verde nel cuore di Beirut. Mi hanno raccontatto che è piena di gatti, perché anni fa, c'era un rettore particolarmente amante dei gatti che ne aveva adottati tantissimi. Negli anni probabilmente si sono moltiplicati e lì stanno, grassi e felici.
L'AUB è una smoke free area. Cioè dentro l'AUB, che ripeto è uno spazio all'aperto, non si può fumare, tranne in alcuni posti segnalati da un cartello, una panchina e un grosso portacenere. La cosa fa un po' ridere: una smoke free area all'aperto nel centro di Beirut, capitale di un paese arabo, nel quale come in tutti i paesi arabi tutti fumano molto e ovunque.
Tranne i gatti.


Questa è AUB.
Quelli sono alcuni gatti.
L'albero che si vede in fondo, con delle specie di liane, è l'albero sul quale da piccole io e Sus si faceva Tarzan. Non proprio quello lì quello lì; uguale, ma solo da un'altra parte dentro AUB.

4 comments:

tsaramaso said...

Ho scoperto una band che si chiama BEIRUT, magari la conosci...sono ganzi!Ascolta "in the mausoleum".

Sburk said...

Li conosco. Me li ha fatto conoscere mia sorella, obviously, con la canzone Postcards from Italy. E mi piacciono molto infatti. Hanno un bel sito web, non so se lo hai visto.

Michele said...

Allora, non si vede tanto bene, ma l'albero in questione ha tutta l'aria di essere un Ficus magnolioides, e quelle che tu chiami liane in realtà sono radici aeree, cioè radici che a un certo punto decidono di scendere dai rami, arrivare fino a terra e lì, appunto, piantare radici. Ma avrei bisogno di una foto più di dettaglio.

tarzansburk said...

Io l'ho trovato chiamato Banyan tree, però sì, la storia delle liane è così come dici tu. Ora carico un'altra foto (non mia però).