20091003

L'Irlanda per ostelli/8


Sottotitolo: ricomincio da dove non avevo finito.
Ultima tappa: Dublino, di nuovo, ma ostello diverso, Isaacs.
Anche questo, come l'Avalon House è molto quotato. Al momento di prenotare i primi giorni a Dublino, infatti ero molto indecisa, quindi andiamo a provarlo.
Vince l'Avalon.
Anche l'Isaacs è in centro. E' pulito. Lo sono pure i bagni. C'è la colazione compresa, ma all'Avalon era più abbondante. Internet c'è. Però, fondamentale, manca un salotto; che se dividi una stanza con altre persone che vanno a letto presto fa comodo, ti spaparanzi lì e chiacchieri, leggi. All'Isaacs c'è solo questo grande ingresso con file di tavoli e panche, quindi non proprio comode, che però alle undici spengono la luce. C'è anche un giardino, quello viene chiuso alle undici, poi siamo in Irlanda, ci piove un po' lì, lo posso confermare, non è un pregiudizio.
Sul giudizio negativo non ha influito per niente il fatto che nella nostra camera c'era un tizio che ha russato, molto molto molto forte per tutta tutta tutta la notte. Icoandhiscats ha rimpianto la pinguina.
L'Isaacs comunque organizza un visita guidata a piedi per Dublino gratis. Non devi stare all'Isaacs per parteciparvi, ma loro ti informano, o meglio lo scrivono su una lavagnetta. Una giovane pazzoide canadese, ma di origine irlandese naturalmente, ci porta in giro per circa tre ore facendoci vedere i siti più interessanti di Dublino e raccontandoci un po' di storia e un po' di storie. Vediamo cosa mi ricordo:
- Alla rivoluzione, conosciuta come insurrezione di Pasqua, parteciparono in diciannove (forse non era proprio diciannove, ma era un numero così). In realtà se la programmarono bene e doveva avvenire proprio il giorno di Pasqua del 1916. Doveva essere un segreto, soprattutto per gli inglesi, poi una birra tira l'altra e la lingua si scioglie e praticamente lo sapevano tutti. Decisero quindi di rimandarla perché l'effetto sorpresa era abbastanza importante. Un po' demoralizzati, alcuni promotori della rivolta si ritrovarono al solito pub a bere le solite guiness la sera di Pasqua, ed una birra tira l'altra cominciarono ad animarsi e decisero che la rivolta ci sarebbe stata lo stesso, il giorno dopo, per pasquetta. Ed ebbero anche l'effetto sorpresa. Gli inglesi proprio non se l'aspettavano la rivolta, infatti molti erano alle corse dei cavalli. Non gli andò benissimo agli irlandesi, ma fu l'inizio. Nel 1921 l'Irlanda ebbe la sua indipendenza (anche se non tutta).
- In una delle strade principali di Dublino c'è The Spire. E' un ago, un pennacolo, altissimo, è la struttura più alta di Dublino, un affare in acciaio, immagino, altissimo insomma, a cui gli irlandesi hanno dato i nomi più consoni. Al posto dello Spire un tempo c'era una statua di Nelson che l'IRA ha fatto saltare a un certo punto. D'altronde era inglese. Per un po' è rimasto questo moncone di statua, poi l'esercito ha deciso di far saltare il resto, esagerando, e distruggendo anche le finestre di tutti i palazzi intorno. Il comune di Dublino allora lanciò un concorso per trovare il modo migliore per rimpiazzare il monumento. Vinse una fontana molto elaborata con un personaggio femminile dell'Ulisse di Joyce nuda, o quasi, non ricordo. Il monumento venne costruito ma la nudità del personaggio provocò scritte e disegni vari sulla stessa fontana e il comune decise che non andava bene, e lanciò un altro concorso. Vinse la fantastica torre in acciaio.
- Per i festeggiamenti del millennio, il comune di Dublino avendo vari fondi a disposizione si ingegnò in varie nuove costruzioni. Una è una serie di pontili in legno con panchine che corrono lungo il fiume che divide in due la città, ed è effettivamente molto bello. L'altro fu un orologio, appoggiato sul letto del fiume, all'altezza del loro ponte di mezzo (che si chiama in un altro modo e che è più largo che lungo). L'orologio venne costruito e messo sott'acqua. Peccato che il fiume in questione è particolarmente melmoso e quindi quando azionato, credo mettendo una monetina in qualche congegno, non si vedesse niente; e poi dopo poco si ruppe e si pensò bene di non aggiustarlo più.
- Bram Stoker ebbe l'idea di conficcare un paletto nel cuore per uccidere il suo vampiro da quello che vide intorno a sé durante la Grande Carestia che colpì l'Irlanda a metà dell'ottocento. La gente sveniva e moriva letteralmente per la strada. Negli ospedali non c'era più posto per nessuno. Allora alcuni erano incaricati di controllare chi fosse già morto, e perché fossero riconosciuti dai becchini che poi li seppellivano, conficcavano un paletto nel cuore. Simpatico eh.
Tutte queste cose, e altre ancora, mi sono state raccontate dalla guida canadese, che magari ci prendeva tutti in giro chissà, insomma io non me ne prendo la responsabilità.
E così finiva il nostro giro irlandese.
Bellino.
A parte il tempo.
(foto wikipedia)

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