20071009

Ho visto re, pittori e illusionisti


L'unico re che mi entusiasma e Re Artù, credo. Questo, The King, un film con William Hurt e Gael Garcia Bernal, non mi ha entusiasmato un granché. Non ho capito neanche il titolo, immagino riferito sia al re Gesù, William Hurt fa la parte di un predicatore di quelli col microfono che urlano in Texas, sia a Bernal che ha un certo punto si mette una corona di carta in testa - Bernal fa la parte del figlio che va alla ricerca del padre, Hurt, che lo aveva abbandonato prima che nascesse. E non ho neanche capito come finisce, ma non c'è bisogno che lo vediate per dirmelo. Non importa. Vivo bene comunque.

Il pittore invece mi ha decisamente entusiasmato. E' Filippo Lippi. Domenica scorsa l'associazione Mostri in Astronave ha aderito all'iniziativa UrbanTrekking mandando a Prato una sua delegazione. A Prato, o mi ero fermata al Museo Pecci, che è in periferia, oppure in centro c'ero solo capitata di notte. Il centro è bello, ci sono delle belle chiese, compreso il duomo, e dei bei palazzi; c'è il fiume con un bel lungo fiume con camminamento; ci sono le mura ancora in piedi e qualche bella porta. C'è l'odio per i fiorentini. E poi c'è Filippo Lippi, pittore fiorentino del 1400 che proprio a Prato venne chiamato a decorare la cappella del duomo (al posto di Beato Angelico, un po' un rimpiazzo insomma). Ci mise 13 anni anche perché nel frattempo, lui che era frate scappò insieme a Lucrezia Buti che era suora. La famiglia Medici poi mise tutto a posto, e i due si poterono sposare e fare anche due figlioli tra cui Filippino, pittore anche lui. Lucrezia la ritroviamo in molti dei dipinti di Filippo Lippi, di solito nelle Madonne ma anche nella Salomè del ciclo su San Giovanni Battista che si trova nel duomo e che assomiglia tantissimo ad una figura del Botticelli . Di Filippo Lippi colpiscono soprattutto i visi dei suoi personaggi, anche quelli secondari hanno una loro espressione unica, sono molto belli. Siamo stati anche in un piccolo museo che custodisce varie sue opere; purtroppo l'itinerario ci consentiva di fermarci solo davanti alle opere del Lippi, ma varrebbe la pena tornarci, anche perché è dentro un bel chiostro. Anche al Duomo, varrebbe la pena tornarci, per guardare anche la cappella decorata da Paolo Uccello.


Dall'illusionista mi aspettavo di più, devo dire. Si tratta del film The Illusionist con Edward Norton. Insomma, niente di più di una storia d'amore. Mi è piaciuto di più The Prestige.

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