20060321

Il mondo delle pete candite

Sono passati quasi sei mesi, e ho pensato di fare un po’ il punto della situazione. La nostalgia per gli affetti che lasci è forte, anche se cerchi di non abbandonartici. Ma oltre alle persone, che sopperiscono con telefonate, mail, messaggini, ecc (GRAZIE!), ci sono le piccole abitudini quotidiane, che provi a ricrearti. Ti sforzi di continuare ad assomigliarti in una paese che non ti somiglia affatto. E allora ti organizzi, anche solo per fumare una sigaretta in una città dove la distanza minima da un edificio per potersi fare un cicchino sono 25 piedi (poco meno di otto metri, molto più della distanza tra certi dirimpettai di Pisa). Già, ma comunque non puoi farlo mentre bevi un bicchiere di vino, perchè l’alcol per strada è illegale. E il “ci si trova poi più tardi e si vede quel che succede tanto poi la serata si inventa” non funziona. Cerchi ristoranti che ti permettano di cenare “tardi”, tipo le 9:00 di sera. Cerchi compagnia per le mille possibilità che ogni sera sono offerte, dal teatro, al cinema, alla musica dal vivo. Si, compagnia, e persone con cui parlare. E allora ti trovi una volta al mese ad un gruppo di cucina, dove inizialmente non conosci e quindi parli solo di come hai preparato quel fantaaaaastico piatto. Poi trovi appigli per iniziare una conversazione e ti barcameni con l’inglese, meglio, con l’americano inquinato da un accento dato da mille spostamenti.
E questa che segue è parte della mia ultima conversazione con Mike, 30 anni, medico, di buon livello culturale, che si tiene informato sui fatti del mondo.

M: oh, really, you want to go back to Italy????
Io: sure, I’m positive, no doubt at all!
M: why? (espressione sorpresa)

Da lì sono partite le mie spiegazioni, che hanno portato ad altre domande, di cui riporto un sunto:

M: mi aspetto che tu mi ringrazi ogni volta che mi vedi
Io: perchè?
M: vi abbiamo liberati noi! A quest’ora eravate sempre con Mussolini.
(Io: e sarà anche l’ora che vi leviate????)
(---)
Io: ah, ma sei ebreo?
M: ti ho detto che mia nonna è napoletana e mio padre irlandese
Io: beh? esistono italiani ebrei
M: ah, non sono morti tutti nel ’45?
(---)
M: io se fossi italiano non voterei Berlusconi. Neanche Prodi, ovviamente. Penso che voterei Lega Nord.
Io: ma sei del Wyoming!
(---)
M: (…) XX è una grande persona, è ricchissimo
Io: per te è un valore la ricchezza?
M: ne conosci altri di valori?
(---)
M: la guerra è la soluzione di tanti problemi
Io: (provando a far breccia uso dei mezzucci) ma, e il povero bambino iracheno che muore sotto i bombardamenti, vittima innocente?
M: prima di essere bambino, è iracheno
Io: ma non pensi di essere solo stato fortunato ad essere nato qui?
M: probabile, ma non posso tornare indietro
(---)
M: noi americani abbiamo l’obbligo morale di diffondere la democrazia ed il nostro credo religioso
Io: non pensi che altri popoli abbiano il diritto di scegliere come vivere?
M. no, fintanto che non vivono come noi
(---)
Io: ma se domani, per ipotesi, scoppiasse una guerra tra Maine e California, che piano piano si allargasse estendendosi a East contro West, e l’Europa, ancora grata per il servizio che ci avete reso cinquanta anni fa, decidesse di intervenire radendovi al suolo, questo sarebbe esportare una democrazia?
M: mmm, non avreste modo di insegnarci niente, prova con un esempio meno assurdo
(---)
M: beh, ma l’Italia non è considerata influente dagli americani
Io: ma in America qualcosa è considerato inflluente, oltre al petrolio?
M: ok, proviamo a chiedere chi conosce l’Italia, politicamente intendo. Josh, sai chi è il primo ministro italiano?
J: mmm, nooooo
M: Molly? Sarah? Steph? Steve? Dan? Jerry? Bob? Kathy?
………….silenzio……….
Io: potete dirmi il nome di un capo di stato che non sia Bush?
Platea: …..Putin c’è sempre?............Io, io lo so, Tony Blair!!!...............(dalla stanza accanto): Chirac? Mi pare?
Io: Ok, poi?
………………silenzio……………
Io: l’impressione è che il vostro mondo finisca ad est di New York e ad ovest di San Diego, quando volete
Platea: no, sappiamo un sacco di barzellette sugli italiani!!!


Immagino che la prima risposta sia: vabbè, hai incontrato un idiota, anzi, alcuni idioti, dov’è la novità? Non credo, purtroppo. Ho incontrato una persona che ne rappresenta davvero molte altre. Appunto, Mike, 30 anni, medico, di buon livello culturale, che si tiene informato sui fatti del mondo. Ma prima di tutto americano.

PS il titolo si riferisce al mondo in cui qualcuno mi accusa di vivere.

10 comments:

sburk said...

Acc! Parecchio deprimente.
Ma tu lo sai perché ti abbiamo mandato laggiù. Noi non usiamo dei semplici mezzucci come la guerra preventiva. Troppo facile. Noi abbiamo inviato la nostra super agente migliore, vitt007, a minare la pseudodemocrazia del mondo delle pete candite. Altro che bombe intelligenti, noi usiamo solo spugne detergenti. Non ti scoraggiare. Riponiamo grande fiducia in te. Cominciando con Mike, noi sappiamo che saprai rimetterli tutti sulla retta via, aprirgli gli occhi, ripulirli delle fandonie wyominghiane con cui sono cresciuti. Ma Mike l'ha visto Matrix?

koaola said...

Scusa vittons puoi ricordare a questo Mike che oltre a pensare solo americano loro le mangiano le pete candite, ma te gli hai chiesto se conosce le tagliatelle al radicchio e pinoli o la sua mente e il suo palato sono solo rappresentati da un hamburger con tanti cetriolini

maratoneta said...

io vittons vengo e ti porto via !!!
organizzo piano d'azione stile Rambo (copiamo il nemico) ....
anche se abiamo fiducia in te...nn abbiamo fiducia in loro...e cito battuta del film di ieri sera : io mi fido degli uomini, ma nn mi fido del diavolo che c'è in loro !! (nn chiedetemi il titolo....)vittons tornaaaaaaaaaaaaa

vitt said...

urge precisazione (forse mi sono svegliata alle 4 apposta, chissà). il "mondo delle pete candite" sarebbe il mio mondo, quello in cui sono sempre vissuta, quello senza i Mike, e non perchè non ci siano ma perchè non li incontri, e cresci pensando che non esistano realmentte. è un modo di dire per definire una certa dose di ingenuità che accompagna chi si è circondato solo da chi gli assomiglia. non so se sia più chiaro ora.

SUBU said...

Io riflettevo sul fatto di come alla formazione della personalità concorrano sia l'ambiente che l'ereditarietà. Beh, nel caso del povero Mike assistiamo a una stravittoria dell'ambiente. Altrimenti non si spiega come da una combinazione di geni esplosivi come quello napoletano e quello irlandese ne possa venir fuori un leghista.

s. said...

Non posso essere che d'accordo con Sburk. Come si fa a pensare di essere leghista con gloriosi antenati napoletani e iralndesi?

Per maratoneta: io intanto vado a fare un sopralluogo in loco fra un paio di settimane. Poi organizziamo il piano.

Ilgeko said...

io avevo capito. e w le pete candite e abbasso le tope americane.

sburk said...

per s: quella del leghista era di subu non mia. Fai comunque bene ad essere d'accordo con me!

Anonymous said...

o perche', l'ingegnere americano trentenne che non aveva idea che all'origine delle patate fritte (che lui pensava fossero solo dei bastoncelli che si estraggono dal freezer per friggerli) ci fossero le PATATE (da sbucciare, affetare etc.?)

vitt said...

@anonimo
questa mi mancava, ma non mi stupisce a questo punto!