E che mare!
Secondo me almeno una volta l'anno ci vuole una vacanza anche breve in un'isola piccola. La qualità della vita migliora molto. L'isola piccola ti dà subito quella sensazione di lontananza da tutte le noie che lasci a casa. Nell'isola piccola c'è solo la natura e il mare. Raramente nell'isola piccola il centro abitato è grosso, soprattutto se l'isola piccola è montuosa. Quindi scegliere isole piccole montuose. Ponza per esempio non va bene. Nell'isola piccola ci sono pochi esercizi commerciali, pochi bar, pochi ristoranti, uguale meno confusione. A Marettimo in compenso ci sono tanti pescatori. Nell'isola piccola ci sono pochissime macchine e si va ovunque, mai troppo lontano a meno che non decidi di prendere un sentiero, a piedi. Viva l'isola piccola montuosa.
Marettimo poi è in Sicilia e in Sicilia si sta bene.
Marettimo a giugno quando ancora ci sono pochi turisti è una grande famiglia. D'inverno gli abitanti sono 80 e finché i turisti sono pochi gli 80 ti coccolano e ti raccontano. Pietro ci ha detto venite a Natale, a Marettimo a Natale si sta bene. Giovanna, la nostra padrona di casa era felice di parlare americano con noi, perché lei è americana, di Monterey, e Monterey è bellissima, si vive molto bene a Monterey. Giovanna in realtà è di Marettimo, e come molti marettimani (si dirà così?) è emigrata almeno per qualche anno. A Monterey c'è una grossa (grossa a partire da quegli 80) comunità di marettimani andati là quando il pesce nelle Egadi ha cominciato a scarseggiare. Pietro è stato anche in Alaska a pescare il salmone, come altri marettimani. Un marettimano in Alaska. Quante altre storie ci devono essere in questa isola piccola montuosa; noi che stavamo sopratutto sott'acqua e con 3 di Belluno purtroppo ne abbiamo sentite pochissime.
Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti. (Robert Louis Stevenson)
Showing posts with label subacquea. Show all posts
Showing posts with label subacquea. Show all posts
3.2.16
Musei subacquei
L'artista inglese Jason DeCaires Taylor si è specializzato in scultura subacquea e l'ultima sua opera, La zattera di Lampedusa, è stata da poco inabissata nel Museo Atlantico davanti alle coste di Lanzarote.
Qui e qui altre sculture di Taylor in altri mari.
Qui una galleria fotografica sempre del Guardian del Museo Atlantico.
"La zattera di Lampedusa trasporta 13 passeggeri verso un futuro ignoto. Sulla prua di questo gommone di fortuna è seduto un africano con gli occhi chiusi e la mano appoggiata su di uno giubbotto di salvataggio scadente. Abdel Kader, l'uomo che Taylor ha scelto come polena di questa barca, è originario di Laayoune, la città più grande del Sahara Occidentale. La vicinanza di questa regione alle coste delle Isole Canarie (circa 115 km) la rende un punto di partenza redditizio per i trafficanti di esseri umani. Kader oggi ha 29 anni e ha fatto la pericolosa traversata fino a Lanzerote 16 anni fa. All'età di 12 anni aveva già perso la sorella e il padre e per mantenere la madre e i suoi 10 fratelli si mise a lavorare per risparmiare i soldi per pagare i trafficanti. Kader si ricorda di aver attraversato il Sahara su una Land Rover di notte fino a dove alcune piccole imbarcazioni per la pesca, chiamate in spagnolo patera, erano ancora in costruzione. A un ragazzino di 12 anni quelle barche sembrarono sicure, ma una volta in mare il motore smise di funzionare e la barca cominciò a riempirsi d'acqua. Se li ricorda i 24 passeggeri che disperatamente cercavano di togliere l'acqua dal fondo della barca con qualsiasi oggetto avessero a disposizione. Kader non sapeva nuotare. "Ero preoccupato per la mia famiglia che avrei dovuto mantenere," racconta. Al quarto giorno, non c'erano più le forze per continuare a svuotare l'acqua dalla barca ma per fortuna un peschereccio incrociò la barca alla deriva, chiamò i soccorsi e furono salvati. Kader chiamò la propria madre da Lanzerote che si mise a piangere al telefono perché non sapeva che il figlio se ne fosse andato.
Nella parte posteriore della scultura si trova una figura scheletrica dall'aria disperata distesa in parte fuoribordo e ripresa dal famoso dipinto di Théodore Géricault, La zattera della Medusa, del 1818. Il capolavoro francese faceva riferimento all'affondamento di una fregata della marina francese e all'abbandono delle 147 persone su una zattera costruita in fretta e furia di cui solo 15 sopravvissero. Il dipinto era un'accusa alla monarchia francese e a quel sistema politico. Géricault si era impegnato a fondo per rappresentare quella tremenda realtà ricostruendo la zattera e intervistando i sopravvissuti e quest'icona del Romanticismo ha poi inspirato innumerevoli artisti a venire. Sicuramente, però, non è mai stata così attuale come oggi: nonostante una zattera dopo l'altra di rifugiati affondi sotto le onde del Mediterraneo, i corpi di bambini vengano trascinati sulle nostre rive e i pescatori di Lampedusa trovino teschi umani nelle loro reti, la fortezza Europa ha ritirato le operazioni di salvataggio, ha costruito barriere e si è girata dall'altra parte." (estratto e tradotto da un articolo del Guardian)
Qui e qui altre sculture di Taylor in altri mari.
Qui una galleria fotografica sempre del Guardian del Museo Atlantico.
Subscribe to:
Posts (Atom)

