Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti. (Robert Louis Stevenson)
Showing posts with label Tutta la città ne parla. Show all posts
Showing posts with label Tutta la città ne parla. Show all posts
6.2.13
La foto perfetta?
Dal corriere online:
«La foto "Inverno a Cracovia" è stata pensata e studiata», ha spiegato il fotografo. Che aggiunge: «In testa avevo una certa idea, ma stavo aspettando il momento giusto per realizzarla». L’idea gli è infatti venuta durante una delle sue abituali passeggiate lungo la Vistola. Dunque non si tratta solamente di fortuna: è anche il frutto di tanta pazienza.
La foto è del polacco Martin Ryczek.
16.12.09
20.1.09
Il potere del sogno?
La diretta della CNN on line dell'insediamento di Barak Obama è fatta su Facebook. Con i Facebookini che mandano i loro commenti.
Il programma elettorale
Sto seguendo l'insediamento di Obama alla Casa Bianca sul sito di La Repubblica e c'è un tizio che ha mandato il seguente messaggio:
"Speriamo solo che Barak Obama faccia luce sul mistero UFO (o almeno questa è la prima cosa che farei io da Presidente degli USA)."
C'è anche il suo indirizzo di posta elettronica se gli volete scrivere.
"Speriamo solo che Barak Obama faccia luce sul mistero UFO (o almeno questa è la prima cosa che farei io da Presidente degli USA)."
C'è anche il suo indirizzo di posta elettronica se gli volete scrivere.
Quando il nome fa la differenza
Dopo la fantastica rubrica di Internazionale che si chiama Obama ti ama - alcuni esempi sono, Obama viene a guardarti il gatto quando vai in vacanza; Obama ti ha mandato il primo sms di auguri a capodanno; altri esempi partoriti stretti stretti in una macchina che andava verso la Puglia sono stati Obama guida fino a Mesagne; Obama nel sedile di dietro non occupa spazio; Obama al self service dell'autogrill ti tiene il tavolo mentre te prendi da mangiare - ora vengo a sapere che in USA viene chiamato, per la sua perenne calma in qualsiasi situazione, ObamaNoDrama.
13.1.09
Piccola e sbrigativa rassegna stampa
Questo articolo su The Guardian dice che alti funzionari delle Nazioni Uniti stanno chiedendo che venga fatta un'indagine internazionale su Israele per crimini di guerra e che ieri è stata approvata una risoluzione del dipartimento dei diritti umani delle Nazioni Uniti che condanna l'offensiva israeliana per forte violazione dei diritti umani. C'è tuttavia molto scetticismo sulla effettiva esecuzione di tale indagine, dato che anche in passato Israele ha ignorato risoluzioni ONU con l'appoggio degli Stati Uniti.
Questo articolo su The New York Times dice che la popolazione di Israele è compatta sulla giustezza e la necessità di questa guerra, che le dimostrazioni di dissenzo sono minime, che è soprattutto colpa di Hamas se vengono colpiti i civili. Dice Moshe Halbertal, professore di filosofia alla Hebrew University e tendente politicamente a sinistra: "C'è Al Jazeera davanti all'Ospedale Shifa con i feriti che arrivano; e si ha l'impressione di questo grande Golia che sta schiacciando questa povera gente, vengono percepiti come vittime. Ma dalla prospettiva israeliana, Hamas e Hezbollah sono veramente la punta di una più grande minaccia imvisibile. Gli israeliani si sentono come un piccolo Davide che deve affrontare un immenso Golia musulmano. La questione quindi è: chi è qui Davide?"
Questo post su Ico e i suoi gattai mostra un articolo e un video dei giovani obiettori di coscienza israeliani. In Israele, dopo le scuole superiori, tutti, maschi e femmini, hanno il dovere di fare il servizio militare e vengono impiegati nelle guerre; se si rifiutano gli viene fatto un processo e vengono messi in prigione per un periodo di 20-30 giorni, poi gli viene fatto un nuovo processo, e vengono di nuovo imprigionati, fino a quando una delle due parti, l'obiettore o l'esercito israeliano, non si stufa.
Questo è un articolo dello scrittore Mario Vargas Llosa pubblicato su La Stampa, proveniente da El Pais.
Questo articolo su The New York Times dice che la popolazione di Israele è compatta sulla giustezza e la necessità di questa guerra, che le dimostrazioni di dissenzo sono minime, che è soprattutto colpa di Hamas se vengono colpiti i civili. Dice Moshe Halbertal, professore di filosofia alla Hebrew University e tendente politicamente a sinistra: "C'è Al Jazeera davanti all'Ospedale Shifa con i feriti che arrivano; e si ha l'impressione di questo grande Golia che sta schiacciando questa povera gente, vengono percepiti come vittime. Ma dalla prospettiva israeliana, Hamas e Hezbollah sono veramente la punta di una più grande minaccia imvisibile. Gli israeliani si sentono come un piccolo Davide che deve affrontare un immenso Golia musulmano. La questione quindi è: chi è qui Davide?"
Questo post su Ico e i suoi gattai mostra un articolo e un video dei giovani obiettori di coscienza israeliani. In Israele, dopo le scuole superiori, tutti, maschi e femmini, hanno il dovere di fare il servizio militare e vengono impiegati nelle guerre; se si rifiutano gli viene fatto un processo e vengono messi in prigione per un periodo di 20-30 giorni, poi gli viene fatto un nuovo processo, e vengono di nuovo imprigionati, fino a quando una delle due parti, l'obiettore o l'esercito israeliano, non si stufa.
Questo è un articolo dello scrittore Mario Vargas Llosa pubblicato su La Stampa, proveniente da El Pais.
15.2.08
A: Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra
Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,
ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.
PRIME FIRMATARIE:
Simona Argentieri
Natalia Aspesi
Adriana Cavarero
Isabella Ferrari
Sabina Guzzanti
Margherita Hack
Fiorella Mannoia
Dacia Maraini
Alda Merini
Valeria Parrella
Lidia Ravera
Elisabetta Visalberghi
ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.
PRIME FIRMATARIE:
Simona Argentieri
Natalia Aspesi
Adriana Cavarero
Isabella Ferrari
Sabina Guzzanti
Margherita Hack
Fiorella Mannoia
Dacia Maraini
Alda Merini
Valeria Parrella
Lidia Ravera
Elisabetta Visalberghi
Subscribe to:
Posts (Atom)
