20140221

Lost in Exco

 
Mi scrive Exco, e mi permette anche di condividere:
 
La serie tv "Lost", narra le vicende di un volo oceanico, che, partito da Los Angeles(??) per Sidney, precipita nel bel mezzo dell'oceano; vicino ad un'isola apparentemente inesplorata.
I superstiti, una volta raggiunta l'isola, iniziano una nuova vita di sopravvivenza fisica e razionale, volta anche all'abbandono della stessa.
Dopo due o tre serie, qualche morto, qualche scomparsa destinata a ricomparire e tanti tanti tanti colpi di scena, in pochi e non per forza buoni, riescono ad abbandonare l'isola; a ritornare alle proprie vite, e non solo. Ritornando da superstiti ricevono molte agevolazioni, come per esempio golden cards per viaggiare gratis con la stessa compagnia con cui erano precipitati qualche serie prima (sai che voglia?). Dopo qualche puntata cercando di condurre una vita normale che non contemplasse uccidere altri esseri viventi per sopravvivere, qualche rimpatriato inizia a provare una certa insofferenza per la vita continentale. Insofferenza inizialmente cercata di sopprimere, di ignorare; dopo tutte quelle serie per venir via dall'isola adesso ci vuoi tornare? Suona strano, in effetti. Ma è qualcosa di più forte della razionalità, è come un magnetismo, non possono tornare indietro, anche se fisicamente l'hanno già fatto, devono tornare indietro, devono tornare sulla cazzo d'isola, ad uccidersi e tutto il resto...
Tutto questo per dire cosa provo, perché anche se non sono precipitato, non ho ucciso nessuno e faccio la spesa da Sainsbury, anche io voglio tornare sull'isola. Sull'isola della Sardegna, con M, a svegliarmi in una piscina di acqua salata con vista orizzonte, a litigare al massimo per la musica da mettere in macchina o per quella proprio lasciata a casa; oppure per divergenze dal 6 al 7 oppure un 6,5+. Per mangiare la  burrata alle 2 di notte, per innamorarsi di chi ti vende la burrata con un "eja". 
Per tornare sull'isola della Nuova Zelanda, dove sono talmente pochi e con tanto spazio, che sono contenti di quel che hanno, dove ci sono poche autostrade e se ti va bene incontri una fattoria ogni tantissimo. Dove il problema è in quale fantastica area naturale passare la notte, oppure "da quanti giorni è che mangio fish'n'chips?". Dove ci sono più pecore che noie.
Qualche volta mi sveglio con questa irrazionalità, con questo desiderio incontenibile di andarmene da tutto, di tornare dove non ho appigli ma tutto da scoprire. Certe volte mi sveglio e voglio tornare sull'isola.
Invece devo andare a sopravvivere da Carluccio's... ma con la camicia bianca da chef, faccio sempre la mia porca figura. Aspettando la prossima isola.

4 comments:

cbp said...

W O W.
'sti cazzi.
....
...
..
!

m. said...

quoto cpb, grandissimo

Ico Gattai said...

Bomba.

SUBU said...

Dai che quando diventi il next Yotam Ottolenghi apri un ristorante a Bora Bora! Tieni duro da Carluccio's, siamo tutti con te.