20131002

Kapu


Ogni tanto lungo la mia strada incontro Kapuściński.
Che se lo incontrassi più stesso Kapuściński sicuramente vivrei meglio, sarei più leggera, sarei, azzardo quella parola, più felice.
Io me lo ricordo bene bene il giorno che ho incontrato Kapuściński. Ne avevo già sentito parlare e mi incuriosiva, ma ancora non c'eravamo incontrati.
Ero in fila alla cassa della Feltrinelli quando ho incontrato Kapuściński, per pagare altri libri; ma ho preso in mano L'altro di Ryszard Kapuściński. E' lì che davvero ci siamo conosciuti.
Colpo di fulmine. 

"Ogni volta che l'uomo si è incontrato con l'altro, ha sempre avuto davanti a sé tre possibilità di scelta: fargli la guerra, isolarsi dietro a un muro o stabilire un dialogo. (...) L'esperienza di tanti anni trascorsi in mezzo agli altri di paesi lontani mi insegna che la benevolenza nei loro confronti è l'unico atteggiamento capace di far vibrare la corda dell'umanità."

Poi ci sono stati altri libri. Più famosi. E per fortuna, ne ho ancora molti da leggere. L'altro è una serie di conferenze tenute da Kapuściński sul rapporto con l'altro. Io, purtroppo, Kapuściński l'ho conosciuto che era già morto.

Per chi non lo conoscesse, Ryszard Kapuściński era un reporter polacco che ha viaggiato e raccontato soprattutto l'Africa e l'Asia. Quello che mi ha sempre colpito di lui, era la sua incredibile capacità di raccontare i mondi lontani dai nostri, cioè lontani dall'Europa, dall'Occidente, come il mondo arabo o quello africano, con una umiltà impressionante. Sapeva raccontare il diverso da noi, l'altro appunto, senza mai mettersi sul piedistallo dell'occidentale, di quello che la sapeva più lunga. Per chi ha presente Terzani (che comunque apprezzo), Kapuściński era l'opposto.

Stasera, Kapuściński l'ho reincontrato. In una libreria di libri di viaggio in un vicolo di Pisa, L'orsa Minore, ho comprato un libricino di Andrea Semplici che l'ha incontrato davvero e nel libricino ne parla. Sono stata mezzora a parlare di lui col proprietario della libreria. Mi ha detto, il proprietario, che Kapuściński è in cima alla lista delle persone che vorrebbe che un giorno entrassero da quella porta. Mica per fare niente di speciale, solo per fare due chiacchiere. Come ha fatto Andrea Semplici e raccontato nel suo libricino "In viaggio con Kapuściński - Dialogo sull'arte di partire".

1 comment:

tsaramaso said...

I love l'Orsa Minore, basta la vetrina guarda!
Brava che li citi!
E Kapu, sì, un teino ci starebbe bene, magari corretto al rhum di piazza la pera...