20120713

Sussurri e Grida (1972)

E' Ingmar Bergman.
E' Liv Ullmann, Ingrid Thulin, Harriet Andersson.
E' Sven Nykvist più che mai.
E' soprattutto rosso, nei titoli, nei primi piani e sulle pareti.
E' pareti rosse e leggere camicie da notte bianche.
E poi è anche nero.
E' dolore, è morte, è angoscia (che è Bergman ve lo avevo già detto, del resto).
Qualche volta è anche schifo.
E' orologi a pendolo e il loro ticchettio.
E' una casa, e solo quella e luce che entra dalle finestre quando le tende si tirano su.
E' una casa, e solo quella anche di notte, e le candele, i lumi a petrolio, le ombre.
E' il vino, rosso sangue, nei calici a cena. Il vino rosso in Svezia fa strano.
E' quasi solo donne, quasi solo sorelle.
E' Brughel e Michelangelo.
E' un piacere per la vista, ma un tormento per l'anima (dai, si può dire per un film di Bergman).
E' che film così non se ne fanno più (si può dire anche questo, o forse è l'età).
E' pazzesco.
E' Bergman.

Bergman e Nykvist

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