20110728

Un giorno a Volterra

Sburk: Pronto? Qui piove.
Volterrateatro: Non dirlo a me!
Sburk: Ma lo spettacolo lo fate lo stesso?
Volterrateatro: Certo.

Sburk pensa: Quelli sono capaci di fare comunque lo spettacolo nel cortile e fare stare gli spettatori sotto la pioggia, che dentro il carcere non te lo fanno mica portare l'ombrello!

Chiacchiere con Cici nell'ora e più di macchina che ci vuole ad arrivare a Volterra e a non trovare parcheggio: l'università-cosa voglio fare da grande-l'esame di letteratura italiana-cesar brie bono-cmt vs disco-smettere di fumare-exco a padova e non-peugeot 106 la miglior macchina del mondo-i gatti mezzi se la tirano gli zen circus no-barba antipaticissimo-in teatro se la tirano in tanti-ma che fa la gente a volterra-mio nonno passava l'estate a volterra e ci raccontava dei matti- il murales sul muro del manicomio di volterra su cui secondo me hanno fatto qualcosa anche studio azzurro-ma quanti anni ha armando punzo-la paranoia di non essere in lista-la paranoia di essersi dimenticati il documento-senti parcheggiamo in divieto di sosta vai...

Mercuzio non vuole morire è il nuovo spettacolo della Compagnia della Fortezza. Causa pioggia ne hanno fatto qualche pezzettino nelle celle e nel corridoio del carcere. E un'altra parte nella sede di Carte Blanche. Abbiamo visto molto poco perché lo spazio è troppo piccolo per accomodare tutti gl spettatori. Abbiamo visto Giulietta e la sua balia. Un signore con le corna. Mercuzio forse. Romeo? boh. Armando Punzo è ancora nella fase recito anch'io e più di tutti gli altri messi insieme e anche col microfono; che a me ricorda Pippo del Bono e non mi piace. Per il resto, per quel poco che sono riuscita a vedere prometteva bene.

Non c'era neanche il cocomero per tutti alla fine.

Dopo lo spettacolo che improvvisamente è finito tutti alla presentazione del libro nella chiesetta sotterranea sempre del carcere.

Chiesetta sotteranea. Niente di che esteticamente, ma sotteranea davvero.

E sorpresa sorpresa presentano un libro di fotografia di Pier Nello Manoni sul graffito (lo chiamano così e non murales come lo chiamo io) del manicomio di Volterra e a seguire (un po' troppo a seguire) il documentario I graffiti della mente di Erika e Pier Nello Manoni. Il libro si chiama Nannetti, come il cognome del paziente della clinica psichiatrica autore del graffito, e contiene anche un leporello. Cioè una fotografia di tutto il graffito che è lungo 70m (il graffito non il leporello). Il leporello si chiama un foglio piegato a fisarmonica e a quanto ho capito viene proprio dal personaggio Leporello del Don Giovanni, che trascriveva i nomi di tutte le donne conquistate dal suo padrone. Nannetti si chiamava Nannetti Oreste Fernando e si firmava NOF, o anche NOF4, oppure Nanof. Il film di Studio Azzurro si chiama 'L'osservatorio nucleare del Sig. Nanof' ma dal graffito e dal suo autore prende solo spunto per poi raccontare altro. Nannetti diceva di sé 'colonello astrale' e 'ingegnere astronautico minerario del sistema mentale'. Nannetti ha riempito di parole e disegni 70m di muro esterno del padiglione psichiatrico in cui era stato rinchiuso. Con grande ordine. Prima disegnava le pagine e poi ci scriveva come se fosse un qualsiasi foglio di quaderno, e quando lungo il cammino ha incontrato una panchina dove di solito mettevano seduti i catatonici, scriveva intorno a loro per non disturbarli. NOF scriveva con la fibbia della cintola della sua divisa da malato, e quando gli si consumava ne prendeva una di qualcun altro. Non parlava con nessuno, solo con un infermiere. E' stato lui a raccontare NOF agli altri, quel poco che anche lui sapeva. La scrittura di NOF è stata definita etrusca, ma sono riusciti a decifrarla e tutto il muro è trascritto nel libro fotografico Nannetti. Lo ha scritto dal 1961 al 1972, e ha scritto di viaggi nel futuro ma anche della guerra passata, dei parenti che non aveva, di se stesso, ci sono poesie, numeri, disegni, un mondo.

Del graffito purtroppo è rimasto poco, pochissimo, cade a pezzi insieme al manicomio dismesso da decenni. Volterrateatro, Manoni e altri si muovono per cercare di salvare almeno quello che è rimasto.

Il museo di Art Brut di Losanna dedica a Nannetti una retrospettiva fino al 30 ottobre.

Il documentario di Erika e Pier Nello Manoni ha già vinto numerosi premi nei festival di documentario.



Come • una • Farfalla • Libera • son • Io • Tutto • il • Mondo • è mio e • Tutti • fo • Sognare
NOF4

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