20110629

Bobo da vicino


Perché diciamolo:
Bobo Rondelli è bello.
Lì seduto sullo sgabello con la chitarrina, il baffo curato e i capelli nella brezza marina di Cecina Mare.
Ma si tingerà i capelli? Mi sono chiesta.
Perché domenica sera ero abbastanza vicina al palco e non scorgevo neanche un capello bianco.
Non importa: è bello lo stesso.
Bobo Rondelli va visto da vicino.
Non solo perché è bello; ma perché una parte importante del suo spettacolo è dialogare col pubblico, e se sei lontano, come mi era successo l'anno scorso a Livorno, te lo perdi, rimani fuori, non fai parte del dialogo, rimani un semplice spettatore.
Bobo Rondelli non è da stadio. Ma neanche da teatro.
Bobo Rondelli è da circolino, da festadellunità, da sagra del cacciucco.
Bobo Rondelli lo ascolti mentre ti mangi un frate fritto pieno di zucchero che ancora brucia.
A Bobo Rondelli gli lanci una caramella balsamica perché ha un calo di voce - colpa dell'umidità.

Domenica insieme a lui la sua band che ora si chiama Caciuk Orchestra: due sassofoni, batteria, violino e tastiere. Nessuno lì per caso. E Andrea Rivera, che ha aperto il concerto e poi l'ha chiuso insieme a Rondelli. E, come successe anche a Livorno, c'è anche la famiglia: questa volta solo Libero, il figlio che ha cantato due canzoni tra cui Non voglio crescere mai. La figlia c'aveva il saggio di danza.
E poi le canzoni: licantropimadamesatrìlamarmellatahawaiidashangaifiorenellasfaltogigiballailcieloèdituttituttigaynonvogliocresceremai
tra le mie preferite che ha cantato domenica.
Non ha fatto cover, tipo Love will tear us apart, che mi piace tanto. Direi l'unica pecca del concerto.

Bobo sei un mito immarciscibile (da un commento su youtube) 

4 comments:

sburk said...

mi dicono dalla regia che il figlio di bobo si chiama alessandro, non libero

il mistero si infittisce

quello che ha cantato domenica era biondo

sburk in regia said...

mi dicono da un'altra regia che infatti Libero non era suo figlio

m. said...

.. le regie occulte,
anche Libero va bene

sburk la sa said...

kim rossi stewart