20110211

iovadovia


C'è che il titolo mi piace molto, sia nella grafica che nel senso, e mi ci ritrovo.
C'è che quando tocchi i miti greci, anche quando non li conosci, si smuove sempre qualcosa. E Sofocle, che Antigone lo scrisse, è morto più di duemila anni fa, era il 406 A.C.
C'è che Silvia Calderoni, l'attrice che a modo molto suo faceva Antigone, non lascia indifferenti per niente.
C'è che Gabriella Rusticali cantava una canzone con una voce rauca rauca e all'inizio senza accompagnamento, e che sono sicura di conoscere, la canzone, ma non sono ancora riuscita a capire cos'era. Mi fa pensare a Lou Reed.
C'è che quando gli spettacoli non li fanno sul palco di solito mi coinvolgono di più.
C'è che quando vedo uno spettacolo al Teatro di Buti, comunque, mi piace sempre.
Poi però, c'è che i Motus non lo so se mi piacciono e se non mi avessero regalato l'abbonamento forse l'avrei saltato questo spettacolo. Perché nonostante i Motus costruiscano degli spettacoli ben fatti l'impressione tutte le volte è che mi volessero dire qualcosa, qualcosa che secondo loro è importante (e già sono contraria a questo volermi dire per forza qualcosa) ma io questo qualcosa non lo capisco chiaramente, rimane nebuloso, acchiappo solo qualcosa qua e là.
Cosa mi vuoi dire quando mi fai vedere la foto del ragazzo ucciso durante le manifestazioni in Grecia?
Cosa mi vuoi dire quando su una barchetta ci scrivi il nome del fratello di Antigone, Polinice, e più tardi la bruci?
Cosa mi vuoi dire con Gabriella Rusticali che parla e canta in americano e interpreta Tiresia, un indovino che cerca ancora di convincere il re Creonte a liberare Antigone dalla grotta dove l'ha rinchiusa a morire e di fare il funerale a Polinice, e quasi quasi lo convince, solo troppo tardi, nel frattempo è morta già un po' di gente?
Cosa mi vuoi dire quando Antigone si tinge i capelli e la bocca di nero?
Cosa mi vuoi dire quando Antigone si spoglia nuda e scivola sul linoleum nero?
Cosa mi vuoi dire col cane?
Perché è chiaro che qualcosa mi vuoi dire e me la vuoi dire anche con una certa prepotenza. Ma io non la capisco. Ora lo so che certe volte non capisco neanche Pinter, però...

Insomma, spesso ho l'impressione che si facciano apposta spettacoli teatrali dove solo le persone che ci hanno lavorato ne capiscono fino in fondo il senso. Ma non è neanche questo il problema, perché non è necessario sempre capire il senso. Gli spettacoli della Compagnia della Fortezza e della Societas Raffaello Sanzio sono un po' misteriosi e di solito non li capisco ma non bruciano barchette. E secondo me il punto è proprio che, almeno per me, questi ultimi due non ci tengono particolarmente a dirti qualcosa, non si mettono sul piedistallo per spiegarti il mondo, mentre con i Motus ho questa sensazione.

O semplicemente, siccome la comunicazione prevede due poli, questo tipo di teatro a me parla poco.

4 comments:

m. said...

condivido, appieno.

sburk said...

però voglio scoprire cos'era la canzone, ho scritto anche ai motus in persona. Per ora non mi hanno risposto.

tsaramaso said...

motus:raffaello sanzio=ozpetek:almodovar

sburk said...

tsaramaso, ci speravo in un tuo segnale, e dico che è semplicemente perfetto.