20101223

Il teatro del carretto - Biancaneve


Uno spettacolo a teatro all'improvviso.
Uno spettacolo a teatro inaspettato, in mezzora decido, vado, ma prima rovescio un bicchiere d'olio d'oliva extravergine splash per terra. Il gatto apprezza, non è toscano, gli dico io, è campano.
Uno spettacolo a teatro che non me l'aspettavo in pieno centro a Pisa mentre il resto del mondo là fuori corre a far regali.
Noi no.
Noi sulle panche del Teatro di Sant'Andrea al sicuro.
Uno spettacolo di teatro di pomeriggio durante la settimana quando a teatro ci vanno solo i bambini. I più grandi in età di elementari.
Lo spettacolo è Biancaneve.
Uno spettacolo a teatro fatto da un grosso armadio di legno pieno di ante, porte e porticine e arie di opere liriche. Il mio vicino a un certo punto ha mormorato La Butterfly.
Il mio vicino ha mormorato anche, accipicchia che piagnisteo.
E poi anche, ma come sono paurosi.
Dalle ante, porte e porticine escono la mamma di Biancaneve, i sette nanni su un tandem a sette posti, e la matrigna.
I sette nani, Biancaneve, il principe col suo cavallo, il cacciatore sono tutti burattini, piccolini e recitano la loro parte, grandi attori, tra le ante centrali aperte dell'armadio, tra sipari, quinte e scenografie complete.
Ma la matrigna, ah, la matrigna è in carne ed ossa. La matrigna è una tipa che non ha remore: davanti a tutti si mangia il cuore e il fegato del cinghialotto pensando invece che siano di Biancaneve. La matrigna è grande ed esce a sorpresa dalle grandi porte laterali dell'armadio con una maschera sul viso e poi due per non farsi riconoscere da Biancaneve e rifilarle nastri che strozzano, pettini e mele avvelenate.
Il mio vicino ha mormorato, certo come killer non era proprio bravissima.
Ma gli altri spettatori, quelli piccolini, che all'inizio dello spettacolo si erano sistemati nelle panche in prima fila, lasciando i genitori lontani sulle gradinate, e faccia all'insù hanno seguito la favola (è solo una favola ha mormorato il mio vicino), quando dalla porta laterale dell'armadio è uscita la matrigna, parrucca nera vestito rossa e maschera, burattino vivente a dimensione umana, non hanno mormorato. Hanno urlato. Hanno pianto. Nel buio sono corsi verso le gradinate alla ricerca della mamma o del babbo. Qualcuno si è fatto coraggio e in un primo tempo ha resistito. Ma la matrigna dalla porta laterale esce tante volte, e quando esce diventa tutto più buio e la musica più greve. Mamma andiamo via. Andiamo ora. Ho paura.
Esagerati, pensate. Guardate qui allora.
Ma poi tutto finisce bene, Biancaneve si riprende dalla mela avvelenata, non col bacio del principe ma lo sposa lo stesso; mentre la matrigna è condannata a ballare con scarpe di ferro roventi. Del resto, era solo una favola.

2 comments:

PS said...

volendo bissare, il 9 gennaio sono al teatro di buti con un amleto.

Una che a teatro non piange said...

O che bello,
bissiamo biissiamo..