20101213

Il segreto dei suoi occhi


E' un film argentino del 2009 che ha vinto nel 2010 l'Oscar come miglior film straniero (battendo Il profeta). I film che di solito vincono questo premio non sono male. L'Oscar a miglior film straniero sembra una categoria tutta a sé rispetto agli altri premi Oscar. Mi sono sempre chiesta come mai. Nel 2009 vinse Departures, film giapponese di Takita. Nel 2007 Le vite degli altri, tedesco di von Donnersmark. C'è stato il sudafricano Il suo nome è Tsotsi e lo spagnolo Il mare dentro, sempre negli utlimi anni. Insomma tutti signori film.
C'era una certa aspettativa, ecco, per Il segreto dei suoi occhi.
Che, ahimè, è stata delusa.
Non so spiegare perché. Mi vien da dire che il film era lento, ma poi a me di solito i film lenti piacciono. Gli attori erano bravi, belli, i personaggi non comuni, saprattutto alcuni. C'era il mistero della storia raccontata, che avrebbe dovuto tenerti incollato allo schermo, creare suspense. C'era il finale davvero inaspettato. C'era il fascino dell'Argentina. Il fascino degli anni 70. Il fascino del continuo flashback. C'era la storia d'amore repressa. C'era il titolo al quale cerchi di dare un significato durante tutto il film. C'era un piano sequenza lunghissimo che però deve essere stato fatto in più riprese (anche se gli stacchi non si vedono) perché non capisco come una macchina da presa possa fare tutta quella strada lì in quel modo lì senza mai staccare. C'era una fotografia davvero molto bella. Inquadrature asimetriche. Primi piani tagliati. Messe a fuoco su particolari anomali. Un uso della luce spesso tendente all'ocra.
C'era tutto!
Forse troppo?
Boh.

4 comments:

m. said...

a parte il cinema, c'è il cibo e le foto, dai un'occhiata qua dentro, ne vale la pena.
poi sappimi dire (a me l'hanno suggerito)

sburk said...

What Katie Ate lo apri e dici: wow. Dici wow perché è australiana, altrimenti dici boia. Boia deh se proprio proprio è livornese.
Le foto sono belle belle, però sono anche un po' tutte uguali, no? Tutte lo stesso stile, e uno stile forte. Le schiarisce e poi mette tantissimo in risalto i colori, più o meno. Che per i miei gusti va bene ogni tanto, ma sempre no. Sempre è un po' troppo.
Però mi piace anche perché è australiana e ultimamente c'ho un certo interesse per quella nazione lì.
E poi c'è una ricetta di ravioli con la zucca che qualche anno fa provai a fare e ne venne fuori un disastro. L'australiana se lo ricorderà.

cbp said...
This comment has been removed by the author.
sburk said...

eh chissà. Il doppiaggio molte volte influisce parecchio. E come ho scritto, non so capire perché il film non mi sia piaciuto. Mentre lo guardavo, con una certa stizza ripetevo in continuazione: embeh? Credo di non aver colto qualcosa.