20091009

Oh Viennaaa



Era una canzone degli anni ottanta degli Ultravox.



Vienna è la città del Terzo Uomo, il libro di Graham Greene ma soprattutto il film con Joseph Cotten, Orson Welles e Alida Valli. E c'è anche il museo, del film.



Ferragosto, di Achille Campanile
Nell'aria immobile della città rimasta quasi vuota per il Ferragosto, tuonò il comando:
"Tutto quello che è finto, diventi vero! Beninteso, quanto a statuaria".
Immediatamente, dalla base del monumento a Cavour si alzò il leone di bronzo, divento all'improvviso di carne e d'ossa e, dopo essersi stiracchiato e aver fatto uno sbadiglio accompagnato da un quasi impercettibile guaito, con un balzo leggero fu a terra e si voltò ad aspettare che Cavour lo raggiungesse. Cavour intanto, un po' impacciato dalla redingotta, cercava a fatica di venir giù dall'alto basamento, badando dove metteva i piedi e borbottando:
"Piano, figliolo, io non sono un leone come te, e poi sto molto più in alto; avrebbero fatto meglio a metter te qua in cima e me laggiù".



Così comincia il breve racconto di Campanile che descrive una città invasa dalle statue che un bel giorno si animano. Se succedesse a Vienna, sarebbe un bel macello. Vienna è piena di statue, non solo in mezzo alle piazze e nei giardini dei sontuosi palazzi asburgici, ma anche in cima a tantissimi palazzi. Statue bianche candide ovunque. Ma anche di bronzo. E un Rodin dentro un museo. Ma magari lui si sarebbe trovato rinchiuso nel museo.
Vienna è tutta bianca.
Anche verde, è piena di giardini.
E' piena anche di metro, autobus e tram, alcuni vecchi, belli.
Vienna a prima vista sembra molto tranquilla, troppo. Ma solo a prima vista, non so come sia a passarci più tempo.
A Vienna tutti hanno le borse Freitag, anche se sono svizzere. Ma non ho incrociato il negozio.
Da Vienna ci passa il Danubio. Ma non ci sono arrivata.
Vienna è piena di musei. Sono tantissimi. E nei musei ci sono tantissimi Klimt e Schiele. Ma anche Caravaggio, Durer, Canaletto, Brugel, etc etc. Schiele, mi è piaciuto molto di più di quanto mi aspettassi, e le mie aspettative erano altissime.
Vienna è la città della Sacher Torte, ma mi è andata come per il Danubio.
Lo strudel però l'ho mangiato.
Pensavo di trovare a Vienna un mucchio di persone che suonavano per la strada; invece no. Però si vedono tanti con le custodie, degli strumenti. E poi, sempre per la strada, ci sono dei tizi vestiti da Mozart che ti vogliono vendere un biglietto per un concerto.
Vienna è rilassante. Che non è una cattiva cosa in certi periodi della vita.

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