20090821

L'Irlanda per ostelli/1


Avalon House Hostel, Dublino
Quelli dell'Avalon quando prenoti ti spiegano anche quale bus prendere dall'areoporto. Quello che costa meno, un normale bus cittadino, non quelli speciali che costano tre volte di più. Sono 2.20 euro e quelli dell'Avalon te lo rimborsano anche.
Avalon House è piena di porte che per aprirle devi passare la tessera magnetica e se durante la notte ti alzi per andare in bagno, con tutta la birra che si beve può capitare, e comprensibilmente non ti viene in mente di prendere con te la tessera anche perché non hai la più pallida idea di dove l'hai messa, rischi di rimanere fuori dalla tua camera tutta la notte, soprattutto se la dividi con la pinguina.
La camerata da dieci è ben distribuita con tre letti a castello appena si entra in camera e altri 2 al piano superiore, un soppalco con scaletta a chiocciola. Se hai la fortuna di capitare sopra praticamente hai una stanza tutta per due perché i due letti a castello sono separati da una paretina. A noi è toccato stare giù però insieme alla pinguina e alle sue adepte diciottenni danesi. Eh sì l'età media degli abitanti dell'ostello è parecchio bassa. La pinguina è una tipa bassina, bianca cadaverica, capelli neri neri, occhi di ghiaccio che ci guardano con odio persistente e non ci saluta mai. Viene dalla Groenlandia secondo noi, e siccome fin da piccola è stata oggetto di discrimanzione razzista ora odia tutti. Le sue adepte sono tutte bionde e bonaccione ma neanche loro possono salutarci. La pinguina le scomunicherebbe. Davanti al letto della pinguina c'è una distesa di vestiti scarpe libri bicchieri buste che non si passa, ma noi ci manteniamo sempre a distanza di sicurezza, e l'ultima notte che noi passiamo nell'ostello decide di mettere un po' a posto alle sette un quarto di mattina; soprattutto decide di mettere a posto le buste di plastica che fanno un casino di rumore.
Con una certa difficoltà tengo a freno icoandhiscats da intenti vendicativi stravaganti.
Avalon House è appena fuori dalla Dublino caotica notturna piena di gente e vicinissima al Fish&Chips più buono della città secondo la Lonely Planet e anche a poco prezzo; ed è vero. La prima sera appena posati gli zaini, ci andiamo, apprezziamo e poi via verso la prima pint of guiness.
A Temple Bar. Che è troppo turistica e sembra messa su a posta, però è divertente. La strada è piena di buskers, musicisti, alcuni molto bravi, come un complessino formato da chitarra basso batteria percussioni sassofono flauto traverso che raccolongono un centinaio di ascoltatori e riescono a vendere vari cd. La strada è anche piena di ragazze in minigonna e tacchi vertiginosi che con difficoltà riescono a camminare sulla strada di ciottoli. I pub sono tutti strapieni anche se è solo mercoledì e in tutti c'è qualcuno che suona, musica tradizionale irlandese o musica degli irlandesi famosi, tipo gli U2. A Temple Bar la guiness costa di più, magari anche perché ci suonano, e noi ci convinciamo che è anche meno buona, annacquata, e facciamo quelli furbi che vanno a bere la birra lontano da Temple Bar.
L'area di Temple bar, più o meno una stradina neanche tanto lunga, fu comprata dalla società dei pulman di Dublino con l'idea di costrurci poi la stazione e il deposito degli autobus. Era un'area messa abbastanza male e costò molto poco. Ma una volta comprata la terra la società degli autobus rimase senza soldi e decise di affittare i vari edifici. Dato che non era una zona particolarmente chic, ci andarono a vivere studenti e artisti facendo diventare Temple Bar una strada piene di feste e eventi culturali. Saggiamente, la società degli autobus decise di costruire la sua stazione e deposito da un'altra parte.
Ah, la guiness è buonissima e bellissima, appena te la danno con la schiuma che risale verso la superficie e sembra cambiare colore per poi diventare nera.
A Avalon House c'è un grande salotto con i divani dove quando la sera torni sfatto è bello sprofondare.
Il mio posto preferito a Dublino: Howth. A venti minuti di treno da Dublino, è una cittadina sul mare con le foche che aspettano che qualcuno gli lanci il pesce e un bel percorso di circa quattro ore sulla costa alta con il mare grosso, l'erbetta verde anche sugli scogli in riva al mare, il vento forte (è l'Irlanda davvero) che poi attraversa anche un campo da golf. Mentre io alla fine svenivo su una panchina, icoandhiscats andava a comprare due pesci atlantici che abbiamo cucinato e apprezzato la sera all'ostello, mentre intorno a noi si mangiava pasta scotta condita con ketchup.

3 comments:

Michele said...

evviva i tuoi racconti di viaggio!

Ilgeko said...

mi aggiungo all'evviva ^__^ ma correggi qui: l'erbetta verde anche suggli

Sburk said...

miiii, e pensare che icoandhiscats già mi fa varie correzioni. Questa gli era sfuggita. Grazie gek.