20080711

Io e Matt proprio non ce la facciamo a starci simpatici, anche se ci proviamo

Sono stata malata. Sì a luglio. Con questo caldo. La febbre.
Ma non troppo alta da permettermi di vedere qualche filmino. Tre (e mezzo).
Penso di essere nella stessa fase del mio coinquilino qualche tempo fa. Non mi riesce parlare bene di nessun film che vedo. Passerà.
Ho visto nell'ordine:
Tutti gli uomini del re. Un film con Sean Penn e Jude Law. Tutti e due mi piacciono molto, in generale, e anche qui. Anche se non si capisce (vorrei veramente sapere chi è stato quel genio) perché Sean Penn è stato doppiato con un accento siciliano da mafioso. E nel film, non è di origine italiana, è della Louisiana. Diciamo che la storia vale, l'ascesa e il declino di un governatore della Louisiana negli anni, boh, direi 50/60, gli intrighi politici, l'effetto del potere, però, secondo me, poi scade un po' nel torbido drammatico con colpi di scena un po' gratuiti e personaggi che diventano solo contorti, o almeno così l'ho percepito io. Perché poi ho scoperto che è un rifacimento di un film del 1949, che aveva vinto tre oscar (tra cui miglior film), tratto da un libro che aveva vinto il Pulitzer. Sarei curiosa di vederlo.
The good shepherd. Con la regia di Robert De Niro e con una sfilza di bravi attori di ieri e oggi. L'argomento è il controspionaggio, CIA, dalla seconda guerra mondiale alla Baia dei Porci. Tutti contro tutti, senza fidarsi mai di nessuno e la nazione prima di qualsiasi cosa. Troppo poco pathos, per i miei gusti. Poi c'è Matt Damon, che fa quella parte che gli fanno fare abbastanza spesso, quello indifferente a tutto, faccia totalmente inespressiva ma perché lo vuole il personaggio certo. Quando fa parti più allegre, dove ogni tanto sorride, quasi quasi mi sta simpatico.
Sorvoliamo su Damon, chiaramente è amore. Se non pathos. Nel precedente dicevi che ce n'era troppo in questo troppo poco.
Infatti ci vuole la giusta dose. Non è mica facile. Robert De Niro pare ci abbia lavorato 10 anni a questo film, forse troppo.
The life of David Gale. Nonostante Kevin Spacey, Laura Linney e Kate Winslet. E nonostante Alan Parker. Brutto, proprio brutto.

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