20070709

L'Oro del Reno


L'opera fu composta nel 1853-54 da Richard Wagner, che a differenza dei compositori d'opera italiani scriveva lui stesso anche i libretti (e con una certa cura, per esempio faceva grande uso di allitterazioni - in tedesco ovviamente quindi non sono in grado di apprezzarlo fino in fondo). Wagner inoltre dava pari dignità a musica, canto, libretto e scenografia (forse la musica era uno scalino più in alto, fece costruire un teatro apposta e inventò il golfo mistico, la buca dell'orchestra, perché la musica si doveva solo sentire, doveva arrivare alle orecchie come per magia; e si occupava di tutto lui, doveva essere un bel personaggino), quindi per chi è abituato al bel canto italiano, l'opera di Wagner è molto diversa: soprattutto, niente arie infinite dell'eroina romantica di turno sul punto di morte.
La storia credo si rifaccia alla mitologia nordica e si scopre da dove ha tratto ispirazione Tolkien e Walt
Disney per la spada nella roccia quando c'è la gara tra maghi: Per avere l'oro del reno (dal quale si può forgiare l'anello del potere) custodito dalle tre figlie del Reno bisogna rinnegare l'amore. Il nano Alberich lo capisce e se ne impossessa. Nel frattempo dalla terra degli dei, i due fratelli giganti, Fafner e Fasolt, hanno finito di costruire la nuova dimora per Wotan, il capo degli dei, e sua moglie Fricka. Fafner e Fasolt sono convinti che in cambio avranno Freia, sorella di Fricka e bella dea dell'amore. Così gli aveva assicurato Wotan, ma in realtà lui scherzava. Fricka è un po' preoccupata per sua sorella, ma Wotan le dice di non preoccuparsi tanto ora chiama Loge, un semidio, che aggiusta tutto. Loge infatti propone di andare a riprendere l'oro rubato da Alberich per scambiarlo con Freia. Wotan e Loge allora vanno nel sottosuolo dove stanno i nani, Alberich non ha perso tempo e si è già fatto fare l'anello del potere, ma con uno stratagemma, Loge riesce a far prigioniero Alberich e a portarlo nella terra degli dei. In pratica Loge fa finta di non credere che questo anello e l'elmo siano così potenti, non ci crede che Alderich si possa trasformare in tutto quello che vuole e gli chiede di dimostrarglielo, allora il nano orgoglioso si trasforma in un dragone. Bravo, gli dice Alderich, troppo facile però; trasformati invece in qualcosa di piccolino. Il nano, sciocco, si trasforma in un topo, Loge e Wotan lo acchiappano e festa finita. Lo portano su e si fanno dare tutto l'oro. Wotan non è tanto convinto, ma richiamano i due giganti, che tornano con Freia. Uno dei due però si è innamorato di Freia e quasi quasi la prefirebbe all'oro, ma l'altro lo convince. I due giganti si prendono tutto, tra cui anche l'anello che mostra subito i suoi poteri malefici: il gigante che non si era innamorato uccide quello dal cuore gentile per tenersi tutto l'oro. Gli dei che hanno riavuto Freia, che fra le altre cose ha il potere di mantenerli sempre giovani e belli, se ne vanno nella loro nuova dimora.
Insomma, con questa bella storiellina, fatta di acqua, nani e giganti, dei, oro e dimore meravigliose, dei pazzi scatenati come quelli della Fura Dels Baus ci si potevano scatenare al quanto! Invece, siccome sono persone serie e Wagner se lo sono studiato a modino hanno messo su una regia sobria e una scenografia originale ma senza strafare, il canto e soprattutto la musica non sono certo andati in secondo piano. Poi c'era Zubin Metha a controllare, mica uno a caso.

Quindi, la prima scena si è aperta con le tre figlie del Reno ognuna ciaf ciaf nel suo cubo d'acqua che poi veniva tirato su ed era trasparente. Le tre cantanti alternavano il canto alle capriole e contorzioni sott'acqua. L'oro invece veniva simboleggiato da un viso di bambino d'oro sul fondale dietro. Nella seconda scena arrivano gli dei, ognuno nella sua specie di gru che gli permette di salire e scendere e anche di spostarsi spinti da macchinisti in scena. Su uno schermo quasi trasparente sceso tra loro e il pubblico vengono proiettate immagini di pianeti, luci strane, cieli, tra cui gli dei si spostano e cantano. I giganti, banale quasi, anche loro hanno un catafalco di metallo, con simil gambe e braccia. Loge invece arriva, vestito tutto di rosso (una certa critica accomuna la figura di Loge al diavolo) su uno di quei trespoli a 2 ruote a motore, e broom broom, si muove tra le gru e i catafalchi a tutta velocità. L'oro, è bellissimo, è la cosa che mi è piaciuta di più, l'oro è fatto da tanti corpi di attori in luccicante tutina gialla, che si muovono, seguono il loro padrone strisciando come serpenti per terra
oppure vengono accatastati l'uno sull'altro per costruire un muro che nasconda dalla vista del gigante buono la bella Freia. Ma gli attori in tutina, questa volta bianca appesi a corde si tengono per mano e per i peidi e formano anche la nuova dimora degli dei. E poi ci sono ascensori, catene di montaggio nelle miniere dei nani, e Erda, la dea della Terra, che si libera dal terreno e intima a Wotan di lasciar perdere l'oro, altrimenti farà una brutta fine.
Il lavoro della Fura Dels Baus era la parte che mi incuriosiva di più, ma come appunto vuole Wagner, tutto il resto era alla stessa altezza, probabilmente io sono meno in grado di apprezzarlo e parlarne.
Un bellissimo spettacolo. Grazie, tu che mi ci hai invitato e portato.

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