20170803

Per dieci minuti



12.
di Chiara Gamberale

Un libro che si legge veloce, leggero ma che volendo ha degli spunti interessanti di riflessione - se a uno interessa l'argomento psicologia. Per dieci minuti racconta di Chiara, trentenne, mollata di punto in bianco dal marito con sui stava dai tempi della scuolla, e mollata anche dal lavoro. Inoltre ha da poco cambiato casa, dalla campagna è venuta a vivere nella grande città. In questo periodo non proprio semplice Chiara tutte le settimane va dall'analista che le consiglia un piccolo esperimento che è anche divertente: tutti i giorni, per dieci minuti, deve fare qualcosa di nuovo, qualcosa che prima non aveva mai fatto. Può essere una cosa piccola, come farsi tingere le unghie di fucsia con brillantini lei che aveva solo sempre usato lo smalto nero; ma anche qualcosa di più impegnativo, come organizzare il Natale con la famiglia, lei che per le feste di Natale insieme al marito era sempre partita per qualche viaggio. Ogni capitolo racconta una di queste nuove esperienze e l'effetto che producono.

Il libro è leggerino, non va particolarmente in profondità anche perché non è un saggio di psicologia, ma è un bel inno al cambiamento e al coraggio di uscire dai soliti schemi mentali.

20170801

Gilead



11.
di Marilynne Robinson

Mi rendo conto che questo blog ha sempre meno senso. Ogni tanto ho degli sprazzi di attività ma mi sembra che siano veramente poca cosa. Ogni tanto penso di smettere. Ma al blog ci sono affezionata. Forse non è più tempo di blog.

Comunque mi ero messa in testa di vedere quanti libri leggo in un anno, così per cuiosità, e questa cosa per ora tieni in vita A/R.

Gilead ne parla molto bene questa psicoterapeuta di cui seguo appunto il blog, lei lo aggiorna il suo, anzi scrive cose lunghissime che spesso non leggo. A un certo punto ha detto che ci sono degli scrittori, o scrittrici, che sono una specie di psicologi mancati. Marylinne Robinson è una. Mi incusiosisco e lo compro nonostante la trama non mi ispiri per niente.

Gilead è una specie di lunga lettera che un pastore della chiesa americana, forse chiesa battista, scrive al proprio figlio ancora piccolo avuto dalla moglie molto più giovane e quando l'uomo era già molto avanti con l'età. Mentre scrive l'uomo ha più di settanta anni. Gli scrive per raccontargli la sua vita, la storia della famiglia da cui discende, la vita nella piccola cittadina dove ha vissuto tutta la vita, le sue amicizie. Gli scrive perché sa che quando il figlio sarà abbastanza grande per potergli raccontare di sé lui non ci sarà più.

Poi leggo anche che Marilynne Robinson è una delle più grandi scrittrici americane, che ha scritto pochi libri ma tutti capolavori. Leggo soprattutto un articolo di un fan sfegatato di tutti i libri di Marilynne Robinson, anzi che li ha letti più volti. Lui è Nicola Lagioia, che ascolto sempre con piacere.

Insomma io ci provo ad apprezzare Gilead di Marilynne Robinson. Ma non mi riesce. La storia forse perché è troppo americana o forse perché è troppo religiosa non riesce ad appassionarmi, non mi dice niente. Arrivo fino in fondo, ma senza piacere.

Boh. Qualcuno l'ha letto? Sarei curiosa di sentire cosa ha da dire qualcun'altro che l'ha letto.