20121019

La tonnara di Favignana

Dorabella davanti alla tonnara, kodak funsaver

Alla tonnara ci arrivi a nuoto, ma non ci puoi entrare, puoi sbirciare tra le sbarre delle porte, arrampicarti su una terrazza dove c'è una vecchia bilancia arrugginita. Pagando solo 4 euro però puoi entrare dalla porta principale e partecipare a una lunga e interessante visita guidata. Alcune visite guidate le fanno gli ex-dipendenti della tonnara, tra cui alcuni ex-rais (ma forse rais rimani per tutta la vita anche se non fai più le tonnare). Le strutture della tonnara sono veramente belle e ben restaurate e ci sono ancora alcuni barconi che venivano usati per la tonnara. Alla base delle tre ciminiere invece c'è una fila di larghi pentoloni infilati nella pietra nei quali si bolliva il tonno prima di inscatolarlo sott'olio. La tonnara di Favignana fu la prima a inscatolare il tonno. La tonnara di Favignana è stata la più grande tonnara del mondo e quella che pescava i tonni più grandi. Praticamente tutta l'isola lavorava alla tonnara. Poi nei primi anni ottanta chiuse.

La tonnara è bella di per sé ed è bello ascoltare i racconti della vita che dentro c'è passata. Delle donne che inscatolavano e che lasciavano i bambini all'asilo della tonnara - nel periodo fascista nello spogliatoio delle donne venne fatta scrivere sul muro una scritta che inneggiava alla donna regina del focolare, c'è sempre; degli uomini che invece bollivano il tonno; delle reti che venivano stese lungo le strade del paese per poterle ricucire; delle canzoni che cantavano per tenere il ritmo della pesca.

Dentro la tonnara ci sono anche due mostre permanenti di fotografia: una di Herbert List, e l'altra di autori vari tra cui anche Scianna; c'è una piccola mostra archeologica dei reparti trovati nel mare tra Favignana e Levanzo e che risalgono alle guerre puniche; e documentari sulla storia della tonnara e di Favignana.

La cosa che a me è piaciuta di più, oltre alla struttura architettonica (per me quella era più che sufficiente), è stata un'istallazione. In uno dei grandi spazi chiusi, totalmente al buio sono proiettati su tanti schermi gli ex-dipendenti della tonnara, uno per ciascun schermo e a grandezza naturale. Entrando nello spazio si sente il vociare confuso di tutte quelle persone, ma poi davanti a ciascun schermo sotto una campana si può ascoltare il racconto di ognuno.



La tonnara apparteneva alla famiglia Florio, un'antica famiglia di origine calabrese, scappata dal terremoto di Calabria del 1783. Si stabilirino a Palermo dove aprirono una drogheria e nel giro di poche generazioni diventarono una delle famiglie industriali più ricche d'Italia; non solo grazie alla tonnara, ma anche alle miniere di zolfo, alla compagnia di navigazione (sue erano le navi che portavano gli imigrati negli Stati Uniti), ai vini di Marsala, e come banchieri. I Florio si chiamavano tutti Vincenzo o Ignazio, e decaddero con la velocità con cui arrivarono al successo.
Gli ultimi Florio furono Ignazio e Donna Franca. Ignazio fece di tutto per non fallire, e infatti non fallì che a quei tempi era cosa veramente disdicevole, ma piano piano dovette vendere tutti i suoi possedimenti, tra cui la tonnara di Favignana. Ignazio e Donna Franca erano anche i protagonisti della vita sociale palermitana della belle epoque. Donna Franca era considerata una donna bellissima, corteggiata anche da Gabriele D'Annunzio (che fortunella, penso io). Su youtube si trova un documentario della rai sulla famiglia Florio, che qui ho appena accennato, ma che fanno venire in mente i Buddenbrock di Thomas Mann, solo siciliani. Certo Camilleri potrebbe scriverci un libro.

Donna Franca Florio ritratta da Giovanni Boldini
La visita alla tonnara l'abbiamo fatta per caso: una sera dopo una pizza difficile da digerire alla fine di una passeggiata ci siamo trovati davanti alla porta d'ingresso e stava per cominciare la visita, quindi non avevo nessuna macchina fotografica. Questo qua sotto è un bel video che riprende l'innaugurazione della tonnara restaurata, e tra i vari visitatori si riconoscono gli ultimi rais.

No comments: